Lunedì, 20 Settembre 2021
Economia

In Puglia 41 infortuni mortali sul lavoro nei primi sei mesi del 2021, l'allarme della Cgil: "Emergenza seria legata a sicurezza"

Il segretario pugliese del sindacato commenta i dati diffusi dall’Osservatorio Vega Engineering: "Pronti a rafforzare nostra mobilitazione. La ripresa non può avvenire sulla pelle dei lavoratori"

"Quarta regione in Italia per numero totale di infortuni mortali, 41 nei primi sei mesi del 2021, e quarta anche se si considera l’incidenza sul numero degli occupati. La ripresa non può avvenire sulla pelle dei lavoratori". Pino Gesmundo, segretario generale della Cgil Puglia, commenta così il report diffuso dall’Osservatorio Vega Engineering, elaborato su dati Inail da parte della società che si occupa a livello nazionale di consulenza in materia di sicurezza sul lavoro.

"I dati degli infortuni mortali sul lavoro diffusi dall’Osservatorio Vega Engineering dicono che in Puglia c’è un’emergenza seria legata alla sicurezza, che ci spinge a rafforzare la nostra mobilitazione e a intensificare le assemblee che in tutti i territori si stanno tenendo proprio su questo tema", afferma Gesmundo.

Nel 2020 nella nostra regione - ricorda la Cgilò regionale - erano stati 78 gli infortuni mortali, 59 in occasione di lavoro e 19 in itinere. Gli infortuni totali 24.635, oltre 67 al giorno, e di questi 21.883 in occasione di lavoro. "Abbiamo tenuto a maggio sit-in in tutta Italia, unitariamente con Cisl e Uil – ricorda Gesmundo – reclamando attenzione, nuove norme e investimenti sul tema della sicurezza dalla politica nazionale. Abbiamo ottenuto l’importante risultato del Durc preventivo in edilizia, tra i settori più colpiti dagli infortuni. Abbiamo quindi avviato cicli di assemblee nei luoghi di lavoro e nelle Camere del Lavoro sul tema sicurezza, per sensibilizzare i lavoratori. Abbiamo sollecitato anche la Regione Puglia, e su iniziativa della Presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone, tenuto un tavolo tecnico su sicurezza e legalità, assieme ai direttori regionali di Inail e Inps. Come Cgil abbiamo sottoscritto con l’Inail due protocolli per insieme interloquire e informare lavoratrici e lavoratori, e siamo reduci da iniziative nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura. Abbiamo anche realizzato brochure multilingue per meglio arrivare a quei lavoratori stranieri che sono una presenza importante nel sistema produttivo pugliese, informando su tutele, diritti e i luoghi dove confrontarsi".

Ebbene tutto questo evidentemente non è sufficiente, conclude il segretario della Cgil regionale, "se non muta la cultura delle imprese: i dati di oggi mettono la Puglia in zona rossa, con una incidenza di infortuni mortali per ogni milione di occupati maggiore rispetto alla media nazionale, attestandosi a 1,25. Questa strage nei luoghi di lavoro va fermata e dove non arriva la nostra azione serve la presenza forte dello Stato. Tra le proposte avanzate da Cgil Cisl Uil c’è il miglioramento del servizio ispettivo, integrando le banche dati, sviluppando i servizi di prevenzione, adeguando dotazione e organici. Ancora, costruire un’anagrafe dei rappresentanti per la sicurezza sui luoghi di lavoro, rafforzando il ruolo del sindacato e arrivando all’obiettivo che nessuna azienda sia senza il Rappresentante per la sicurezza. Se mancheranno risposte il sindacato è pronto a inasprire le forme di mobilitazione".

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