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Puglia ancora arancione, ristoratori puntano il dito contro la Regione: "Passaggio in zona gialla sarebbe già stato possibile"

Le rimostranze degli imprenditori riuniti nell'associazione 'Passione Horeca': "Sarebbe bastato attivare prima i nuovi posti letto. Una decisione inspiegabile mentre settori nevralgici dell'economia pugliese sono al collasso ù"

"Abbiamo denunciato da tempo l'atteggiamento persecutorio del governo nazionale nei confronti delle nostre attività. Una caccia all'untore che ci ha costretti a tenere le serrande abbassate per quasi sei mesi negli ultimi undici. A questo si aggiunge la superficialità e la scarsa considerazione da parte del governo regionale dei drammatici effetti economici e sociali delle decisioni assunte".

In una nota, gli imprenditori della ristorazione riuniti nell'associazione 'Passione Horeca' puntano il dito contro la Regione: al centro delle rimostranze c'è la permanenza, per la quarta settimana consecutiva, della Puglia in zona arancione, con le relative restrizioni per bar e ristoranti (ai quali è consentito solo asporto e domicilio). "Colpa della Regione", dicono i ristoratori, accusando l'ente di non aver attivato in tempo (dandone comunicazione) gli ulteriori posti letto che pure sarebbero stati disponibili.

"Abbiamo appreso dagli organi di stampa - si legge nella nota - che la Regione Puglia solo venerdì scorso ha comunicato l'attivazione di ulteriori posti letto di terapia intensiva pur avendone già a disposizione". "È a conoscenza di tutti - proseguono i ristoratori - che il parametro che non ci ha consentito di passare in fascia gialla è proprio la percentuale di posti di terapia intensiva occupati rispetto al numero totale disponibile: ne deriva che il passaggio in fascia gialla sarebbe stato possibile già prima. Bastava attivare prima quei posti letto di cui il sistema sanitario regionale aveva disponibilità - ragionano ancora i ristoratori - comunicandolo al CTS che ogni settimana assegna le fasce valutando i dati regionali".

"Una decisione inspiegabile - aggiungono - nel mentre settori nevralgici dell'economia pugliese sono al collasso per il protrarsi delle restrizioni". "Chiediamo sia fatta luce su quanto accaduto e su eventuali responsabilità, chiediamo spiegazioni - è la richiesta lanciata da Passione Ho.re.ca' - A partire da quando si è scelto di non comunicare al CTS quei dati che ci avrebbero consentito la riapertura a pranzo. Non siamo più disposti a tollerare scelte che gravano pesantemente sul futuro della nostra categoria e della sua lunghissima filiera. Il governatore in un recente passato ci ha anche garantito l'istituzione di un tavolo di confronto per garantire condivisione di scelte e programmazione per il nostro settore. Questo atto non è più rinviabile".

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