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La guerra compromette gli scambi commerciali tra Puglia, Ucraina e Russia: "Verso la regione non solo grano ma anche metalli"

L'Arti (Agenzia regionale per la tecnologia e l'innovazione) ha stilato un report per fare il punto sugli interscambi tra le tre realtà, a forte rischio dopo lo scoppio del conflitto

Il conflitto in corso in Ucraina, dopo l'invasione della Russia, sta avendo già da ora pesanti ricadute sugli scambi commerciali internazionali e, ovviamente, su quelli che la Puglia ha, ormai da anni, con i due stati. L'Arti (Agenzia regionale per la tecnologia e l'innovazione) ha stilato un report per fare il punto sugli interscambi tra le tre realtà.

Nel quadriennio 2017-2020, in Puglia sono giunte dall’Ucraina merci per un controvalore annuo compreso tra i 120 e i 150 milioni di euro, mentre da qui sono state esportate merci per un controvalore compreso tra i 9 e i 18 milioni di euro, con un trend ascendente. Nello stesso periodo, dalla regione sono transitate merci importate dalla Russia per un controvalore di 200 milioni di euro circa per anno, salvo che per l’anno 2019, dove l’import ha superato i 450 milioni di euro. L’export avviato verso la Russia a partire dal territorio pugliese, invece, si assesta tra i 45 e i 65 milioni di euro per anno.Con riferimento alle merci scambiate, dall’Ucraina giungono essenzialmente prodotti di colture agricole non permanenti (cereali, ortaggi, etc.) e oli e grassi vegetali e animali. Nel 2020 dall’Ucraina alla Puglia sono transitati anche minerali metalliferi ferrosi, mentre si sono azzerate le importazioni di prodotti della siderurgia, prima rilevanti. Dalla Russia, invece, arrivano antracite e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio. Nel 2019, quasi un terzo delle importazioni ha riguardato il petrolio greggio.

Il transito di merci dalla Puglia verso l’Ucraina è parcellizzato tra articoli di abbigliamento, mobili, altri prodotti tessili, prodotti da forno e farinacei, altri prodotti in metallo. In Russia, invece, sono diretti a partire dalla regione articoli di abbigliamento e calzature, medicinali e preparati farmaceutici, mobili. Dal 2018 sono notevolmente aumentate le esportazioni di altre macchine per impieghi speciali. Per quanto riguarda i lavoratori russi e ucraini in Puglia, sono numerose le assunzioni registrate nel triennio 2019-2021, soprattutto con riferimento a lavoratori di origine ucraina. Il fenomeno è ancora di maggiori dimensioni qualora si considerino altri movimenti nel mercato del lavoro, ossia proroghe e trasformazioni del rapporto.

Di fatto, dunque, rispetto a entrambe le nazioni, la Puglia è stata un importatore netto tra il 2017 e il 2020. Non solo grano: oltre a cereali e ortaggi, dall’Ucraina alla Puglia transitano minerali metalliferi ferrosi mentre dalla Russia arrivano prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio. La Puglia invece verso i due Paesi esporta soprattutto abbigliamento, mobili e medicinali. Per quanto riguarda i lavoratori russi e ucraini in Puglia, sono numerose le assunzioni registrate nel triennio 2019-2021, soprattutto con riferimento a lavoratori di origine ucraina.

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