Puglia, non si sblocca la vertenza dei lavoratori del servizio di ossigenoterapia domiciliare. Mesto (Ugl sanità): "Manifesteremo per la salvaguardia dei livelli occupazionali"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Quale futuro per i lavoratori del servizio di ossigenoterapia domiciliare in Puglia? Dall’incontro svoltosi il 28 dicembre tra la Regione Puglia, le parti datoriali e le organizzazioni sindacali si è usciti senza alcun risultato tangibile per il futuro occupazionale di oltre 300 dipendenti. “Dal mese di gennaio, quando diverrà operativa la nuova gara di appalto che ha assegnato a un nuovo soggetto la gestione del servizio, gli operatori precedentemente impiegati, resteranno senza lavoro” dichiara Giuseppe Mesto, segretario della UGL Sanità Puglia. “Con il collega della UGL Terziario Rocco Paternoster – prosegue Mesto – abbiamo da tempo lanciato l’allarme sulla macelleria sociale che rischia di abbattersi su questi lavoratori e sulle loro famiglie, ma fino a oggi gli incontri con le istituzioni non hanno prodotto nulla se non un colpevole silenzio. La nostra richiesta a salvaguardia dei livelli occupazionali affinché venisse applicata dalla Innova Puglia Spa la clausola sociale prevista dall’art. 30 L.R. Puglia n. 4/2010, che impone al nuovo appaltatore il passaggio diretto di tutto il personale utilizzato dal precedente affidatario, è rimasta lettera morta. Per tale motivo abbiamo deciso di far sentire la nostra voce indicendo un sit-in di protesta dalle 10 alle 18 di mercoledì 30 dicembre di fronte alla Presidenza della Regione Puglia. La Ugl Sanità e la Ugl Terziario non possono accettare in alcun modo che coloro che durante questi terribili giorni di emergenza hanno continuato a prestare il proprio servizio assicurando il servizio di ossigenoterapia domiciliare con continuità, sfidando tutti i rischi della pandemia, possa da un giorno all’altro di trovarsi senza lavoro”.

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