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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Economia

Economia pugliese in ripresa (tra luci e ombre) nel 2021: meno Cig, ma cala anche l'export e i prestiti alle imprese

E' quanto emerge dal rapporto di Bankitalia, che mostra la situazione nei differenti comparti pugliesi per i primi 9 mesi del 2021. Al calo della Cig si è associato però un aumento delle ore di fondi di solidarietà

Attività economica in ripresa in Puglia nei primi nove mesi del 2021, ma ancora si ricorre ai fondi di solidarietà. È il quadro economico del territorio emerso dal rapporto di Bankitalia sull'economia pugliese. 

Cassa integrazione e fondi di solidarietà

Come riportato dall'Agenza Dire, in Puglia nei primi nove mesi del 2021 il ricorso alla Cassa integrazione guadagni (Cig) si è ridotto, dopo il forte incremento registrato nel 2020. Il numero di ore autorizzate è diminuito in regione del 13% rispetto allo stesso periodo del 2020. Al calo della Cig si è associato un aumento delle ore di fondi di solidarietà (8,9%). Nel complesso, le ore autorizzate di Cig e di fondi di solidarietà rimangono di molto superiori ai livelli precedenti l'inizio della pandemia. In Puglia, a giugno del 2021, il numero di nuclei percettori del reddito di cittadinanza (RdC) e della pensione di cittadinanza (PdC) è cresciuto a circa 123.000 unità pari al 7,6% del totale delle famiglie pugliesi di cui quasi 11.000 erano percettori della PdC. Anche il ricorso al Reddito di emergenza (Rem), si legge nel resoconto, è aumentato rispetto alla fine del 2020, beneficiando di alcune novità normative che hanno ampliato la platea dei beneficiari: ne hanno usufruito quasi 49.000 nuclei familiari, pari al 3% del totale. Sebbene in crescita, la quota di famiglie pugliesi beneficiarie di PdC, RdC e Rem rimane significativamente inferiore rispetto a quella del Mezzogiorno. Alle misure nazionali di sostegno al reddito in Puglia si affianca il Reddito di dignità (ReD), rivolto ai nuclei familiari in condizione di esclusione sociale e non coperti da RdC o PdC. All'inizio di ottobre, conclude il report, risultavano prese in carico circa 3.700 famiglie (erano poco meno di 2.800 alla fine dello scorso anno).

Export in peggioramento

Le vendite di componentistica e motori per auto e di aeromobili, di prodotti farmaceutici e alimentari hanno invece registrato un calo di circa il 35% del totale delle vendite, contribuendo al peggiore andamento dell'export pugliese rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno in cui è stato registrato un aumento. In crescita anche il settore delle costruzioni con il più 61,5% del comparto residenziale a fronte della lieve crescita dei prezzi delle case nei primi sei mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2020. Il comparto delle opere pubbliche ha beneficiato dell'aumento della spesa per investimenti delle Amministrazioni locali pugliesi nei primi 9 mesi dell'anno. Positivo l'andamento del settore dei servizi specie di quello turistico che però non ha ancora raggiunto i livelli pre pandemia. La ripresa delle attività e dei movimenti di persone ha prodotto effetti positivi anche sui trasporti. Secondo i dati di Assaeroporti nei primi nove mesi dell'anno il traffico di passeggeri degli aeroporti di Bari e Brindisi è cresciuto di circa la metà, risultando tuttavia ancora inferiore di circa il 50% rispetto ai volumi pre-pandemia. Il traffico di merci, container e passeggeri nei principali porti pugliesi è cresciuto rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Più prestiti alle famiglie, ma calano nel settore produttivo

I prestiti al settore produttivo hanno registrato un rallentamento, controbilanciato dall'accelerazione di quelli alle famiglie. La dinamica occupazionale è stata sostenuta dalle attivazioni di contratti alle dipendenze: nei primi otto mesi del 2021 il saldo tra attivazioni e cessazioni (attivazioni nette) è risultato positivo per 84.600 unità, un dato superiore al 2020 e anche al 2019. L'aumento delle assunzioni nette ha riguardato tutti i principali comparti. Nei primi otto mesi del 2021 l'87% delle assunzioni nette è stato rappresentato da contratti a tempo determinato, valore in linea con il periodo corrispondente del 2020 ma superiore al 2019. Anche gli investimenti hanno ricominciato a crescere, dopo la brusca frenata causata dalla crisi pandemica, più intensamente rispetto alle previsioni delle imprese. Nel primo semestre del 2021 le esportazioni pugliesi hanno registrato un aumento dell'8,5%, dopo il sensibile calo del 2020. La ripresa, concentrata nel secondo trimestre dell'anno, ha riguardato soprattutto il comparto dei prodotti chimici, degli autoveicoli, dei macchinari, dei mobili, del tessile, abbigliamento e calzature e dei prodotti agricoli.

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