Mercoledì, 22 Settembre 2021
Economia

Reddito di cittadinanza, sempre più pugliesi ne fanno richiesta: a Bari e provincia oltre 81mila persone interessate

“È evidente – commenta il segretario regionale Cgil, Pino Gesmundo -  che serve investire sulle politiche attive del lavoro, rafforzando ruolo e funzioni dei centri per l’impiego, spingendo su formazione e incontro tra domanda e offerta"

Ben 147.879 nuclei familiari e 344.217 persone coinvolte, per un importo mensile medio di 552 euro. Numeri sui precettori del reddito e la pensione di cittadinanza in Puglia che indicano un quadro tutt’altro che roseo e sottolineano come la crisi pandemica abbia messo alle corde non solo le fasce più deboli della popolazione. La fonte è l’Osservatorio sul reddito e pensione di cittadinanza dell’Inps. A fornirli è la Cgil che abbozza un’analisi della situazione a livello regionale. A Bari la fetta più grande della popolazione interessata, con 31mila 149 nuclei familiari e 77 mila 152 per il reddito di cittadinanza, e una media di 583,85 euro, superiore a quella regionale. Sono 3 mila e 600 i nuclei familiari e 4 mila 231, invece, le persone interessate a Bari e provincia alla Pensione di cittadinanza, per una media di 257,35 euro, inferiore a quella regionale di 270.73. In totale sono 34 mila 749 i nuclei familiari coinvolti tra reddito e pensione di cittadinanza e 81mila 383 le persone. I dati sono aggiornati a luglio 2021.

“È evidente – commenta il segretario regionale Cgil, Pino Gesmundo -  che serve investire sulle politiche attive del lavoro, rafforzando ruolo e funzioni dei centri per l’impiego, spingendo sulla formazione e sull’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Si deve poter vivere di lavoro ma in modo dignitoso, non essere poveri pur lavorando, tra lavori precari, saltuari e sfruttati. E nell’affrontare la povertà emergente va rafforzato il welfare pubblico, va consentito alle famiglie povere l’accesso alle cure sanitarie, all’istruzione, senza dover sostenere costi aggiuntivi. Che si investano allora le risorse del Pnrr e dei fondi strutturali per potenziare i servizi pubblici, per investimenti che creino buona e stabile occupazione. Perché la nota più drammatica di tutte è che se si va a guardare l’incidenza della povertà per fasce d’età, emerge come i nuovi poveri nel nostro paese siano soprattutto i giovani, l’11,3 per cento tra i 18 e i 34 anni”.

Sempre attraverso lo studio del sindacato si scopre che "scorporando i dati della Pensione di cittadinanza, i nuclei che hanno percepito almeno una mensilità di Rdc sono in Puglia sono stati nei primi sette mesi dell’anno 135.071 per 329.223 persone coinvolte. Erano 91.323 le famiglie nel 2019 e 128mila nel 2020. Il segretario Gesmundo sottolinea come sia "un dato - quindi- in crescita e al quale si sommano le 52.350 famiglie percettrici del Reddito di emergenza, con 129.009 persone coinvolte. Cioè oltre il 10 per cento della popolazione pugliese percepisce sostegno al reddito, spesso l’unico, e sappiamo dai dati Istat che il 22 per cento vive in condizione di povertà relativa, cioè in famiglie di due persone che in un mese spendono per consumi una cifra uguale o inferiore a quella che spende in media una persona”.

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