Lunedì, 14 Giugno 2021
Economia

Deficit sanità, la Regione aumenta l'addizionale Irpef

Le risorse stanziate nel triennio 2008-2010 si sono rivelate insufficienti. La Regione dovrà reperire altri 94 milioni di euro, e lo farà aumentando l'Irpef: 0,3% per sui redditi fino a 28.000 euro, 0,5% per i redditi sopra i 28.000 euro

Un errore previsionale del Ministero dell'Economia: così l'assessore regionale al Bilancio Michele Pelillo ha spiegato le ragioni che hanno obbligato la Regione a ricorrere alla leva dell'addizionale Irpef. Pochi giorni fa, infatti, il Ministero ha comunicato che, a consuntivo, le risorse stanziate dalla Regione nel triennio 2008-201o per coprire il disavanzo sanitario si sono rivelate insufficienti. All'appello mancano ancora 93,6 milioni di euro, che la Regione sarà obbligata a coprire nel corso 2011, anche se lo sbilancio riguarda ben tre annualità.

Di qui la decisione di ricorrere all'addizionale regionale Irpef, finora mai utilizzata. "Purtroppo - ha spiegato Pelillo all stampa stamattina - non abbiamo nessuna possibilità di coprire questa cifra con ulteriori risorse del bilancio autonomo e, quindi, non c’era altra soluzione che azionare la leva dell’addizionale Irpef . Il Ministero ha comunque accolto, dopo una lunga trattativa, la proposta della Regione Puglia di modulare l’addizionale Irpef applicando lo 0,3% per i contribuenti con reddito fino a 28.000,00 euro e lo 0,5% per coloro che hanno reddito sopra i 28.000,00 euro".

Gli aumenti saranno dunque diversificati in base al reddito, fermo restando che, come ha tenuto a precisare lo stesso Pelillo, i redditi fino a 8000,00 euro (la cosiddetta "no tax area") restano esclusi dalla disposizione e comunque, anche per quanto riguarda i redditi di lavoro dipendente e i redditi di pensione questo aumento andrà ad incidere da gennaio 2012, per cui le buste paga e le pensioni del 2011 non saranno intaccate da questa novità.

Nonostante le rassicurazioni dell'assessore al Bilancio, la decisione della Regione è stata accolta da un coro di polemiche e commenti negativi. Fortemente critici i sindacati, che hanno letto la nuova disposizione come l'ennesimo attacco ai redditi più bassi un un momento economico già molto difficile.

"Dal momento che il gettito IRPEF per il 90% è alimentato da lavoratori dipendenti e pensionati - ha commentato il segretario della Cgil Puglia Giovanni Forte - è solo una parte della popolazione ad essere chiamata a sostenere problemi di bilancio. Si tratta di recuperare 100 milioni di Euro che non hanno una finalizzazione in termini di miglioramento di servizi o di prestazioni e che non è giusto siano sostenute anche da cittadini a reddito basso: precari, cassintegrati, pensionati con reddito superiore a 7.500 Euro". "La Cgil - ha sottolineato Forte - sin dalla fase di discussione del bilancio aveva proposto di reintrodurre l’addizionale sui redditi superiori a 50 mila Euro, ci fu risposto che non era possibile. Ora invece, si ritorna ad una situazione peggiore di quella precedente al 2010 in cui l’addizionale dello 0.50 si applicava sui redditi superiori a 28 mila Euro".

"Ci sembra fortemente ingiusto - ha dichiarato il segretario regionale della Cisl, Giulio Collecchia - che circa il 50% del risanamento debba gravare sui cittadini con reddito fino a 28 mila euro".

Per il capogruppo del Pdl in consiglio regionale, Rocco Palese, il vero scandalo sta nell'aver aspettato la chiusura delle urne prima di comunicare ai pugliesi l'aumento dell'Irpef: "Ha aspettato giusto il tempo di far chiudere le urne dei ballottaggi" - ha dichiarato in una nota Palese". "Tasse che si aggiungono ad altre tasse già in vigore per coprire il deficit sanitario creato da Vendola che nel 2010 ha accumulato ben 335,4 milioni di euro di disavanzo senza tuttavia aver aumentato la quantità o la qualità dei servizi sanitari erogati ai cittadini".
 

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