Viticoltura, Coldiretti tira le somme dell'anno passato: "Produzione in crescita nel Barese nonostante il clima impazzito"

Il report è stato presentato in occasione dell'avvio della vendemmia 2020 in Salento. Primitivo e Negramaro tra le bottiglie che hanno fatto registrare il maggior incremento

Aumenta la produzione di vino nel Barese, nella provincia di Foggia e nella Bat; cala nel Brindisino, nel Leccese e nel Tarantino. È quanto emerge dal report presentato oggi da Coldiretti Puglia sul settore vinicolo regionale, in occasione dell'avvio della vendemmia 2020, partita con circa 7 giorni di ritardo. Una produzione che "si stima attorno ai 10 milioni di ettolitri, con qualità eccellente e quantità leggermente inferiori di circa il 5% rispetto all’anno scorso" spiegano da Coldiretti. Previsioni ottime, nonostante il clima impazzito degli scorsi mesi, che ha visto su tutta la regione forti piogge e grandinate.

Vino pugliese in crescita

Nonostante tutto il vino pugliese continua a essere apprezzato, con le sue certificazioni (27 DOC, 4 DOCG e 6 IGP denominazioni di vino) e ben due tipologie nelle prima 4 posizioni della classifica delle bottiglie che hanno fatto registrare il maggior incremento dei consumi in valore, ovvero il Primitivo pugliese (secondo, con una crescita del 21 per cento) e il Negroamaro pugliese (+ 15 per cento). Un settore che ha dovuto comunque fare i conti con il Covid, uscendone anche in parte rafforzato: "La riapertura di ristoranti, trattorie, osterie, agriturismi, cantine e bar e la ripresa delle esportazioni – spiega il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - hanno riattivato gli sbocchi di vendita del vino pugliese che nel canale Ho.Re.Ca., nell’enoturismo e nell’export vale oltre 1 miliardo di euro l’anno, a regime. La Puglia è una delle 5 regioni dove si registra un incremento sensibile delle performance delle Indicazioni Geografiche del vino, pari a 142milioni di euro, con la provincia di Taranto che aveva tirato la volata - fino al periodo pre-covid - con 42 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente. Serve l’attivazione immediata da parte della Regione Puglia della Misura 21 che consentirebbe alle cantine di avere un incentivo allo stoccaggio, una boccata d’ossigeno per le aziende”, incalza Gianni Cantele". "Ai tempi del Covid è cresciuto tra i millenials il consumo di vino del 18% e del 25% di vino mixato con altre bevande e nella Fase 3 – rivela Coldiretti Puglia - il 12% dei giovani dichiara di consumare più vino, grazie alla scoperta di prodotti d’eccellenza durante il lungo lockdown".

La vendemmia 2020

La vendemmia 2020 è influenzata anche dalle misure di sicurezza anti contagio e dalle difficoltà di spostamento degli stagionali agricoli stranieri che – spiega la Coldiretti – in passato contribuivano in modo significativo alla raccolta delle uve. Infatti il necessario vincolo della quarantena per i Paesi più a rischio ha frenato gli arrivi di lavoratori dall’estero e in questo contesto – sostiene la Coldiretti – almeno 25mila posti di lavoro occasionali tra le vigne potrebbero essere disponibili per la vendemmia con una radicale semplificazione del voucher “agricolo”.
"Con quasi 4 cantine su 10 (39%) che fanno registrare difficoltà a seguito dell’emergenza occorre intervenire rapidamente per sostenere le esportazioni, alleggerire le scorte, ridurre i costi e tagliare la burocrazia – conclude Gianni Cantele – con il preciso dovere di ripensare per la vendemmia in corso ad uno strumento per il settore che semplifichi, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestiva disponibilità all’impiego e dall’altra generi opportunità di integrazione al reddito per giovani studenti, pensionati e cassa integrati".

Il successo dei vini di Puglia è il risultato di un mix vincente di fattori che partono dalle potenzialità del terroir e delle varietà autoctone – aggiunge Coldiretti Puglia - passando per le capacità imprenditoriali dei vitivinicoltori pugliesi che hanno portato al boom dei rosati pugliesi, che con un balzo del 17% risultano i più venduti, al secondo posto della classifica di gradimento, seguono solo i rosè della Provenza. La Puglia si sta imponendo anche con gli spumanti, dove grande è la capacità di innovazione dei produttori pugliesi che hanno puntato, soprattutto, sulla distintività e sul legame con il territorio e la cultura locale per vincere la competizione sul mercato globale, facendo concorrenza a territori storicamente imbattibili. La popolarità a internazionale di eccellenze varietali uniche quali Primitivo, Negroamaro, Susumaniello e Nero di Troia, con il successo di vini DOP quali il Primitivo di Manduria, il Salice Salentino e il Castel del Monte, per citarne solo alcuni, hanno fatto del settore vitivinicolo pugliese – insiste Coldiretti Puglia - il riferimento per vocazione, capacità di raccontare e promuovere al meglio il territorio, innovazione e grande propensione all’internazionalizzazione.

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Grande exploit della Puglia dei rossi, degli spumanti e dei vini rosati che in 3 anni registrano un balzo record del + 122%, rappresentando il 40% della produzione nazionale totale dei rosati con oltre 1 milione di bottiglie l’anno. In sintesi quasi 2 bottiglie su 4 di rosé ‘Made in Italy’ è pugliese e sempre i rosati fanno registrare una crescita dei consumi superiore al 13%, registra Coldiretti Puglia. Grande successo anche del biologico, dove 1 ettaro su 8 di vigneto è biologico in Puglia, la seconda regione italiana con 10900 ettari nel segmento del vino bio, con una spiccata attenzione anche all’ambiente, testimoniato dall’utilizzo del ‘tappo bio’, la chiusura innovativa “carbon neutral”, riciclabile al 100% e realizzata con materiali rinnovabili d'origine vegetale.

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