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Riciclaggio, il rapporto Mef condanna il Barese: "Provincia ad alto rischio"

I dati del 2018 puniscono la provincia relativamente alla dimensione di flussi anomali (versamenti non giustificati). Basso il rischio, invece, se andiamo a vedere il numero di operazioni

La provincia barese è in Puglia quella a più alto tasso riciclaggio a causa dei flussi anomali di contante. A confermarlo, come riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, è un rapporto del Ministero dell'Economia e Finanze, che ha elaborato i dati del 2018 relativi all'indicatore di rischio riciclaggio per il settore privato, andando a mostrare le dimensioni di flussi anomali dei versamenti di contante. Rischio alto anche per la provincia Leccese, mentre si attestano a livello più basso il Tarantino e il Foggiano.

Secondo un'analisi della sede barese di Bankitalia, la domanda di contante si è ridotta, tra il 2013 e il 2018, di 8 percentili, arrivando al 68 per cento (in linea con i dati del Mezzogiorno, ma oltre la media italiana). Cala però il prelievo di contanti allo sportello, sia per numero operazioni che per ammontare complessivo: si passa dai 3539 per abitante ai 2599, con un calo di quasi 1000 euro pro capite.

Il rapporto del Mef mostra però anche aspetti positivi riferendosi alla provincia barese: calcolando il numero delle anomalie (contanti depositati senza essere giustificati da fattori strutturali locali di natura socio-economica e finanziaria) e rapportandole con il totale delle combinazioni banca-comune osservate nella provincia, si scopre che il Barese rientra in una fascia di rischio basso per il riciclaggio, così come le altre province pugliesi, tranne quella foggiana e quella leccese (rischio medio basso). 

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