A Bari nasce uno spazio per i riders: centinaia di lavoratori fanno squadra contro precariato e sfruttamento

Il progetto, vincitore del bando Urbis, consentirà di dar vita ad un luogo di ritrovo per i ciclofattorini, con l'obiettivo di creare "una comunità partendo dal condividere i propri momenti di pausa lavoro"

Dal supporto sindacale alla manutenzione, all'assistenza in tema di diritti. Attraverso il progetto "Riders on the storm - Bari", vincitore del bando “URBIS” del Comune di Bari, ideato e promosso dal Circolo Zona Franka in collaborazione con la categoria Nidil CGIL (Nuove Identità di Lavoro) e Veloservice, nasce a Bari uno spazio dedicato ai riders.

"Una comunità per i riders"

L’iniziativa si rivolge ai nuovi giovani lavoratori, i cosiddetti riders o ciclofattorini, la cui presenza a Bari, solo nell’ultimo anno, è cresciuta in maniera esponenziale. Si pensi che un anno fa a Bari si stimavano circa 150 riders, con 3 piattaforme di food delivery, mentre oggi le piattaforme sono aumentate e con queste il numero di lavoratori sprovvisti di qualsiasi forme di tutele e diritti. Attraverso questo progetto Zona Franka, organizzazione politica e sociale giovanile mira a creare un luogo dove il gruppo dei riders, attualmente totalmente disgregato, possa riconoscersi in una comunità partendo dal condividere i propri momenti di pausa lavoro, tra una consegna a domicilio e l'altra. 

I servizi offerti 

Il progetto si propone di offrire dei servizi ritenuti fondamentali per i riders: un piano assicurativo, studiato appositamente sulle loro esigenze con l'assicurazione Unipol; una cassetta degli attrezzi di primo intervento e riparazione per le bici, presente all'interno dello spazio; uno sportello informativo sui diritti dei riders, con la collaborazione del Sindacato Cgil Bari; convenzioni per la manutenzione, riparazione e noleggio biciclette con l'azienda Velo Service Ecotour srl (Velostazione) presente a Bari; materiale utile per la sicurezza durante gli orari di lavoro (es. caschi). Inoltre, in collaborazione con la Velostazione, i riders avranno la possibilità di partecipare ad alcuni laboratori di ciclomeccanica, così da rendersi autosufficienti nella manutenzione ordinaria e nella cura del proprio mezzo di lavoro, la bicicletta, in modo da potersi muovere in sicurezza e serenità durante i turni serali. Per venire incontro ai riders, e abbattere i costi relativi alla manutenzione dei mezzi, la Velostazione di Bari è stata coinvolta come partner esterno, garantendo agevolazioni in merito alle riparazioni delle biciclette, nonché organizzando workshop per gli aderenti al progetto, così da rendere autonomi i lavoratori rispetto alla manutenzione di base.

"Uno spazio per i diritti e le tutele"

"Questo progetto - ha spiegato l'assessore alle Politiche educative e giovanili Paola Romano - è tra i 66 finanziati dalla misura comunale e ha l’obiettivo di aprire uno spazio fisico e virtuale di discussione sui diritti e le tutele di tantissimi lavoratori, per lo più giovani, che vivono la loro dimensione lavorativa e di precariato in maniera del tutto isolata. Da tempo ci si interroga su queste forme di lavoro che individualizzano fino all’estremo il lavoratore, rendendo sempre più complicata la possibilità di condividere bisogni in modo da creare palese un’istanza e collettivo un diritto". "I riders a Bari, così come in tutta Italia, vivono una particolare condizione di sfruttamento - ha spiegato Carolina Velati, presidente di Zona Franka -, che li vede dover rincorrere le consegne, i ritmi e i ranking per poter lavorare per una retribuzione misera a cottimo, in condizioni poco sicure e senza alcuna forma di assicurazione. L’idea di Riders on The Storm, perciò, nasce dall’aver conosciuto e osservato i ritmi e i bisogni dei ciclofattorini, soprattutto grazie al dialogo con la CGIL". "Chiediamo all’amministrazione comunale di convocare un tavolo al quale devono sedersi anche i rappresentanti delle tante piattaforme digitali presenti in città", ha detto Gigia Bucci, segretaria generale della Cgil Bari. "Da sempre facciamo impresa attraverso la bicicletta, strumento concreto di lavoro per coniugare turismo sostenibile e mobilità dolce - commenta Martino Mosca di Veloservice -. Questo laboratorio rappresenta l’occasione per condividere importanti competenze utili a completare e migliorare quella che è una figura lavorativa ormai estremamente diffusa. Attraverso i moduli tematici di ciclomeccanica ed elettronica applicata di base, cercheremo di rendere più indipendenti possibili i riders".

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