Sabato, 25 Settembre 2021
Economia

Tra divieti Covid e non solo i saldi invernali in Puglia sono cominciati male: "Persa metà ricavi, situazione drammatica"

E' il primo e negativo bilancio stilato dalla Confesercenti Bari dopo l'avvio, nei giorni scorsi, delle svendite di fine stagione. L'associazione di categoria ha ascoltato un campione di 100 attività del settore moda di Bari e provincia

I saldi invernali, per i negozianti di Bari e provincia, "non sono cominciati bene" e l'affluenza "è stata molto bassa nella stragrande maggioranza dei comuni in quanto il passeggio è molto
ridotto" anche a causa dei divieti Covid ma anche del maltempo: è il primo e negativo bilancio stilato dalla Confesercenti Bari dopo l'avvio, nei giorni scorsi, delle svendite di fine stagione.

L'associazione di categoria ha ascoltato un campione di 100 attività del settore moda di Bari e provincia: " L’impressione -spiega la presidente di Confcommercio Bari, Raffaella Altamura,  è che i ricavi possano essere meno del 50% rispetto all’anno passato. D’altra parte, nei clienti viene ravvisato un clima di incertezza generale dovuto a diversi fattori: in primo luogo, manca la voglia di passeggiare per piacere a causa della situazione sanitaria, e inoltre c’è una evidente debolezza finanziaria che non incoraggia gli acquisti che ove effettuati sono stati mirati esclusivamente al necessario (Borse, Capospalla, Maglieria). Nei negozi c’è di conseguenza poco movimento e gli esercenti meglio organizzati stanno cercando di compensare con le vendite online".

"Quanto alla scontistica applicata - aggiunge Altamura - , invece, i prodotti continuativi vengono scontati al massimo del 20%, mentre per gli altri capi si va da percentuali che partono da un minimo del 30 ad un massimo del 50%. Oltre a tutto questo, è stato anche sottolineato dagli esercenti come la chiusura nei giorni prefestivi (vigilia di Natale e vigilia capodanno) sia stata deleteria specificando che le perdite subite sono parificabili a quelle di un intero mese lavorativo". Un quadro definito "drammatico" con le attività commerciali che si reggono soprattutto grazie ai sussidi per i dipendenti

"D’altra parte - prosegue l'associazione - , il problema più grave si verificherà quando la crisi sarà avvertita in maniera importante, per un inevitabile effetto domino, dalla filiera produttiva: i negozianti all’ingrosso, infatti, temono che se non dovessero aumentare le vendite riusciranno ancora per poco a rifornire i negozi con la nuova merce. E, se la situazione non dovesse migliorare, non si possono escludere chiusure nel giro di un paio di mesi".

“L’auspicio – conclude la presidente Raffaella Altamura – è che la tendenza, complice la nuova ordinanza del Ministero della salute che collocherà la Puglia in zona Gialla, possa invertire, e l’asticella possa iniziare a salire. Se ciò dovesse accadere non basterà a coprire le gravi perdite che il settore moda ha subito dal mese di febbraio 2020 sino ad oggi. Vediamo ancora lontano il momento in cui si potrà parlare realmente di ripartenza soprattutto se non si inizia a pianificare a livello di governo centrale e regionale un concreto piano di intervento a sostegno dell’intero comparto. E’ urgente un piano di sviluppo specifico per Commercio, Artigianato e Servizi da inserire nei progetti del Recovery fund, un piano di co-finanziamento a fondo perduto di almeno il 50% specifico per Negozi, Alberghi, Bar, Ristoranti, Artigiani, Ambulanti, ecc. e progetti specifici per la rinascita delle Città d'arte della Regione oggi ancora più desertificate a causa della mancanza del Turismo".

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