Lunedì, 27 Settembre 2021
Economia

Sanità: modelli a confronto se ne parla con il segretario nazionale Fnp Cisl Bonfanti

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

In Italia l'ampia autonomia conferita alle Regioni in materia di salute ha portato a forti differenziazioni nei sistemi sanitari. Si profilano nel nostro paese ben 21 sistemi sanitari diversi: uno statale e 20 regionali. Partendo da una base comune di Leggi statali e livelli essenziali di assistenza, ciascuna Regione ha preso la sua strada, che privilegia una prospettiva pubblica o privata. La FNP CISL Puglia Basilicata ha promosso una tavola rotonda che coinvolge i maggiori esperti di management sanitario e non solo, con l'obiettivo di analizzare i sistemi sanitari di Lombardia Puglia Basilicata e comprenderne criticità e opportunità, ma anche quali sono le scelte dei cittadini verso i piani sanitari adottati.

L'incontro di martedì 4 ottobre moderato da Luciano Sechi Direttore AGI PUGLIA (Agenzia Giornalistica), presso l'Hotel Astoria di Alberobello, con inizio alle ore 9,00 sarà avviato da Vitantonio Taddeo Segretario Generale FNP - CISL Puglia Basilicata, Marco Maurizio Colombo Segretario Generale FNP CISL Lombardia; relazionerà Filippo Cristoferi Ricercatore Centro di Ricerca e Studi in Management Sanitario Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano.

Intervengono: Donato Pentassuglia Consigliere Regionale PD Puglia già Assessore Reg. Sanità - Regione Puglia, Ignazio Zullo Capogruppo Conservatori Riformisti Consiglio regionale Puglia, Salvatore Negro Assessore Politiche Sociali Regione Puglia, Daniela Fumarola Segretario Generale USI CISL Puglia Basilicata, Flavia Franconi Assessore alla Salute, Sicurezza e Solidarietà Sociale, Servizi alla Persona e alla Comunità Regione Basilicata, Paola Gilardoni Segretario Politiche Sociali USR CISL Lombardia. Conclude Ermenegildo Bonfanti Segretario Generale Nazionale FNP-CISL.

"Ogni Regione ha le proprie regole e il proprio assetto organizzativo - spiega il Segretario Generale FNP Cisl Puglia Basilicata Taddeo - viene naturale domandarsi se esista un modello - almeno sulla carta - migliore degli altri. La tavola rotonda di martedì 4 ottobre, serve a valutare anche questo. Ogni Regione organizzi pure il proprio sistema sanitario come meglio crede: purché il servizio funzioni e le cure erogate ai cittadini siano tempestive e di buona qualità."

In testa alla classifica, con il più alto indice di performance, si collocano il Trentino Alto Adige, seguito dalla Lombardia. Sul versante opposto, i peggiori piazzamenti si registrano nell'intero Mezzogiorno. Sui risultati hanno inciso la soddisfazione dei servizi sanitari e le lunghe liste d'attesa, a causa delle quali in Puglia ben 69 mila soggetti hanno rinunciato a curarsi. Tempi d'attesa significativamente minori, invece, in Lombardia. Solo il 34,9% degli italiani ha dichiarato di essere soddisfatto dei servizi sanitari legati ai vari aspetti del ricovero: assistenza medica, assistenza infermieristica, vitto e servizi igienici.

Tra i punti analizzati, i ricoveri fuori regione che vedrebbero i Lucani optare, in maniera più rilevante rispetto agli altri, di ricoverarsi e curarsi in strutture sanitarie fuori dai confini regionali, al contrario della Lombardia, dove si registra il rapporto minore di ricoveri fuori regione dei residenti.

Impoverimento sanitario

L'indicatore "famiglie impoverite" esprime, in termini percentuali, le famiglie residenti che, a causa delle spese sanitarie out of pocket (farmaci, case di cura, visite specialistiche, cure odontoiatriche, etc.) si sono impoverite scendendo al di sotto della soglia di povertà. A finire al di sotto della soglia di povertà a causa delle spese sanitarie out of pocket soprattutto le famiglie in Calabria con una quota dell'1,9% quantificabile in circa 15 mila nuclei familiari, Campania con una quota dell'1,5% pari a oltre 32 mila famiglie, e Puglia con una quota che si aggira all'1,4% coinvolgendo nel processo di impoverimento rispettivamente 22 mila nuclei familiari

Queste solo alcune delle questioni che saranno affrontate.

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