Mercoledì, 28 Luglio 2021
Economia

Sanitaservice, l'USPPI chiede le dimissioni dell'amministratore unico

L'Unione Sindacati Professionisti Pubblico Privato Impiego punta il dito contro le irregolarità nella gestione della società in house della ASL BA

L'Unione Sindacati Professionisti Pubblico Privato Impiego (USPPI) chiede le dimissioni di dell’Amministratore Unico della Sanitaservice Francesco De Nicolo. Alla base della richiesta, come si legge in un comunicato diffuso dal Sindacato, ci sarebbero gravi irregolarità.

LE ACCUSE - Sono diverse le 'accuse' rivolte al Amministratore. La prima quella di "interposizione di manodopera. In particolare il Sindacato fa riferimento a "undici dipendenti 'sanitaservice' (pulitori) che svolgono mansioni diverse (da infermieri o forse anche da ostetriche) 'imposte' in ordine a 'sterilizzazioni, lavande in sala parto, contatto con sostanze biologiche inerenti al parto (placenta, aghi per saturazione sangue e ben altro), con grave danno per l’utenza", si legge ancora nel comunicato.

Poi ci sarebbero "le modalità di 'dubbia legittimità' di assunzione di consulenti in precedenza assunti dalla Asl/Ba". E a queste segue una gestione "allegra" delle ore dello straordinario. Queste, denuncia l'USPPI, non trovano una corretta ed equa ripartizione tra i dipendenti. Così come non sarebbero ben utilizzate le risorse economiche pubbliche" fornite alla Sanitaservice per affitto della propria sede di rappresentanza in difformità con altre società in house dislocate all’interno di ogni Asl pugliesi".

Inoltre il Sindacato denuncia  le "vessazioni, persecuzioni e minacce" subite dal personale che, con provvedimenti punitivi, sarebbe trasferito da un presidio all'altro. Per ultimo l'USPPI pone l'accento sul "mancato aumento delle ore contrattuali, da part – time a full – time, per il personale che vive son sole 500 euro al mese, mentre paradossalmente l’amministratore unico vive con 'sole' 11 mila euro al mese, pensione Asl e stipendio di amministratore".

"I lavoratori sono stanchi, di non avere un interlocutore con cui parlare, ma soprattutto vigilare sulle anomalie che rasentano il codice penale di cui si farà portavoce attraverso un esposto/denuncia dell’Usppi presso la Procura della Repubblica e Corte dei Conti, e ampiamente rappresentate e denunciate dagli stessi dipendenti", conclude il comunicato.

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