Martedì, 15 Giugno 2021
Economia

Lavoratori agricoli in sciopero, in 5000 invadono Bari

Dal Foggiano al Brindisino, i dipendenti del comparto hanno partecipato alla manifestazione indetta da Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil per chiedere modifiche all'articolo 11 del disegno di legge della riforma del lavoro varato dal Governo Monti

Modificare l’articolo 11 del disegno di legge di riforma del mercato del lavoro, ripristinare il divieto di utilizzo del 'lavoro accessorio' per le aziende agricole con un volume di affari superiore a 7mila euro l’anno, eliminare il comma che prevede che le prestazioni di questo tipo possano essere rese nell’ambito di attività agricole stagionali.Sono queste le tre richieste che Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil hanno promosso questa mattina durante lo sciopero di 8 ore del settore agricolo pugliese che ha portato, sulle strade del centro barese, più di 5mila addetti.

Dal Brindisino al Tarantino, passando per il subappennino dauno e la provincia del capoluogo, gli agricoltori hanno incrociato le braccia contro i provvedimenti che il governo Monti sta apportando alla riforma del lavoro, un disegno di legge che non soddisfa i sindacati che hanno dato vita alla manifestazione. Per le strade del Murattiano, cassaintegrati, agricoltori senza campagna da lavorare, precari delle aziende di trasformazione. Ma soprattutto molte donne e giovani, "quelli che con questa riforma ci perderanno di più", interviene il segretario pugliese della Flai Cgil, Giuseppe De Leonardis che spiega da dove è nata la mobilitazione: "Con Fai Cisl e Uila Uil ci opponiamo all’articolo 11 del disegno di legge di riforma del mercato del lavoro redatto da Monti & Co., che estende il cosiddetto voucher pensato per i lavori occasionali di studenti e pensionati, a tutto il lavoro stagionale in agricoltura. Chiediamo modifiche perchè così facendo si cancellano tutti i diritti dei dipendenti agricoli”. E analizza il dettaglio: "Con il voucher, il lavoro diventa un elemento accessorio, senza vincoli contrattuali e previdenziali. L’obiettivo del Governo è quello di destrutturare tutto il comparto in nome della semplificazione”.

Interviene il collega della Fai Cisl, Pasquale Fiore, a supporto del fatto che in questa 'lotta' i sindacati sono uniti: “Con i voucher, i lavoratori e le lavoratrici dell’agricoltura diventano dei precari senza ritorno. E' gente che purtroppo non avrà futuro. L’articolo 11, se non modificato, cancellerà completamente la categoria”. Così offre il suggerimento: "Monti & Co. dovrebbero pensare a lottare contro l’evasione fiscale per fare cassa e non giocare sulla pelle degli agricoltori”.

In Puglia sono 180mila gli addetti al comparto, almeno stando ai dati forniti dalle organizzazioni sindacali. A questi si dovrebbe aggiungere un “20% in più di impiegati in nero. Inoltre sono 50mila, quelli che lavorano sotto la soglia delle 51 giornate. Loro - ribadisce De Leonardis - non avranno diritti come non li avranno gli agricoltori (ben 120mila) che raggiungono le 100 giornate”.

L'ultima parola a Pietro Pellegrino della Uila Uil che chiede al Governo tecnico un incontro per discutere: "Aprire delle trattative è l'unico modo per trovare una soluzione. Noi vorremmo solo un confronto per parlare di rapporti di lavoro e sicurezza sui prodotti". E sì, perchè se i dipendenti non operano con delle adeguate garanzie sul proprio futuro, "a pagarne le spese saranno anche i consumatori che non potranno avere la stessa sicurezza sui prodotti locali. Il risparmio delle aziende sarebbe su tutta la linea. E questo è un punto a sfavore della qualità dell'agroindustria made in Puglia”.

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