Economia

"No ai licenziamenti e al demansionamento", ausiliari della Santa Maria in protesta: sit-in davanti alla clinica

I 46 dipendenti si oppongono alla procedura che dovrebbe portare alla riassunzione da parte di una ditta esterna, ma con un contratto da pulitori. I sindacati: "Lavoratori precettati in occasione dello sciopero, dimostrazione che sono indispensabili"

Si oppongono alla procedura di licenziamento collettivo finalizzata alla loro esternalizzazione e fanno appello alla Regione affinché intervenga nella vertenza. Ausiliari della Santa Maria in protesta, questa mattina, davanti ai cancelli della clinica.

La vertenza 

"Santa Maria siamo e tali rimaniamo", recita lo slogan impresso sulle magliette indossate da alcuni dei manifestanti. Uno sciopero e un sit- sciopero santa maria-2in organizzati appunto per dire no alla procedura che coinvolge i 46 ausiliari della clinica, acquisita nel 2016 dal gruppo GVM. Nei mesi scorsi, per i 46 dipendenti è stata avviata una procedura di licenziamento collettivo, che dovrebbe portare alla loro riassunzione da parte di un'azienda esterna, sempre collegata a GVM, ma con un contratto da pulitori. Un passaggio che i lavoratori non accettano, denunciando come per loro questo significherebbe di fatto un demansionamento, con tutte le conseguenze, anche economiche, del caso. Le trattative sindacali, tuttavia, finora non hanno dato esito, e quella dei 46 dipendenti sembra già una strada segnata. Per questo sindacati e lavoratori fanno appello alla Regione, affinché chieda alla società di revocare la procedura.

L'intervento della Regione: convocato un incontro con Ruscitti

Nel pomeriggio, sindacati e azienda sono stati convocati in Regione per un incontro con il capo del dipartimento Salute, Giancarlo Ruscitti. Un confronto che sarà focalizzato essenzialmente sulla questione accreditamenti, sollevata dai sindacati proprio in merito a quanto sta accadendo alla Santa Maria. "Siamo davanti ad un paradosso - spiega Domenico Ficco, segretario generale FP Cgil - Da una parte c'è la Regione che stanzia dieci milioni di euro per la formazione di nuove unità OSS, dall'altra ci sono cliniche accreditate che licenziano le stesse persone che hanno conseguito quella qualifica". La richiesta avanzata dai sindacati alla Regione - sintetizza Ficco - è secca: "Sospendere la procedura di licenziamento collettivo avviata alla Santa Maria, nelle more di una revisione generale delle attuali procedure di accreditamento".

Lo sciopero e gli ausiliari 'precettati'. I sindacati: "Ennesima dimostrazione della loro importanza"

Intanto, in occasione dello sciopero odierno - riferiscono i sindacati - molti degli ausiliari sono stati precettati. Per i rappresentanti dei santa maria-3lavoratori, un altro paradosso nell'intera vicenda. "Alla vigilia dello sciopero l'azienda, come è giusto che sia, ha reso nota la lista del personale adibito ai servizi minimi essenziali. Un elenco - spiega Ficco - in cui figuravano buona parte degli ausiliari. E allora, viene da chiedersi: se l'azienda li inserisce in quella lista, quelli svolti dagli ausiliari sono davvero servizi minimi essenziali. E non, come invece la stessa azienda vorrebbe far credere, semplici mansioni da pulitori".

"L'azienda non si smuove dalle sue posizioni - afferma Teresa Mennuni, referente provinciale Uil Fpl - noi speriamo in un intervento della Regione affinché la procedura di licenziamento venga ritirata. Intanto oggi l'azienda ha precettato tutti gli ausiliari". Un modo per boicottare lo sciopero? "Sì, ma anche l'ennesima dimostrazione che questi lavoratori sono indispensabili per la clinica".

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