Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia Bari Vecchia / Piazza Libertà

Sciopero generale, manifestazione dei lavoratori in piazza Prefettura: "Più investimenti per l'occupazione"

Anche a Bari la manifestazione organizzata da Cgil, Cisl e Uil con la legge di stabilità: "Senza investimenti per il lavoro e le politiche sociali il Paese non torna a crescere". In piazza del Ferrarese l'assemblea degli studenti

Foto Cgil Bari

In piazza per protestare contro la legge di stabilità, per chiedere l'immediato rifinanziamento della cassa integrazione, per invocare più investimenti per l'occupazione, l'innovazione e le politiche sociali.  Nel giorno dello sciopero generale, anche a Bari i lavoratori scendono in strada per la manifestazione indetta da Cgil, Cisl e Uil.

In piazza Prefettura più di mille lavoratori hanno partecipato al comizio organizzato dai sindacati, al quale hanno preso parte Vincenzo di Pace, segretario Generale Cisl Bari, Vera Guelfi, segretario Uil Puglia, e Danilo Barbi Segretario Cgil Nazionale. Sul palco si sono alternati sindacalisti e lavoratori, che nei loro interventi hanno chiesto "meno tasse su stipendi, pensioni e per imprese virtuose; meno tagli alla pubblica amministrazione perché così si rischia di ridurre servizi e diritti ai cittadini" ma anche "una inversione di rotta della politica economica con interventi concreti sulla economia reale, non come quelli sul cuneo fiscale che restituiscono solo pochi euro al mese ai lavoratori".

In contemporanea studentesse e studenti di scuola e università sono partiti in corteo da largo Sorrentino, per poi percorrere l’estramurale Capruzzi e giungere in Piazza Ferrarese, dove hanno tenuto un'assemblea. Oltre a contestare la recente ordinanza sindacale 'anti-bivacco' che hanno definito "repressiva perché vuole impedirci di stare in piazza a confrontarci e discutere", gli studenti hanno ricordato che "le politiche di austerity mascherate dal governo delle larghe intese, stanno rendendo sempre più precario il nostro domani, una precarietà che si nota anche nell'edilizia scolastica". E "non dimentichiamo - hanno aggiunto - che la disoccupazione giovanile è al 40%, che i trasporti pubblici sono sempre più costosi e che i libri di testo possono comprarli sempre meno studenti". Per questo, hanno concluso, "continueremo a scendere in piazza per rivendicare i nostri diritti".

*Ultimo aggiornamento ore 13.00

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