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Sciopero alla DXC di Bitritto, l'allarme dei sindacati: "Otto lavoratori a rischio licenziamento"

Anche nella sede barese della ES Italia i dipendenti hanno incrociato le braccia in giornata: sono a rischio 36 contratti a livello nazionale

Sciopero di otto ore in giornata anche nella sede di Bitritto della Corporate DXC, a sostegno della mobilitazione a livello nazionale per la riduzione del personale annunciata dalla ES Italia, colosso dell'It nato dalla fusione tra Csc e la parte servizi di Hewlett Packard Enterprise. Come Pomezia, Roma e Milano anche i 130 lavoratori della sede barese dell'azienda hanno incrociato le braccia; decisione presa dopo la lettera inviata al coordinamento nazionale Fim Fiom Uilm, nel quale si annunciava la "procedura di riduzione del personale per 36 addetti - spiegano dal sindacato - ai sensi della legge 223 che regola i licenziamenti collettivi, a cui si aggiungono ulteriori 23 addetti nel settore dove l’azienda intende proporre una cessione individuale di contratto verso un’altra società di servizi".

Di questi licenziamenti, in particolare otto interesserebbero la sede barese dell'azienda di servizi IT. Lo scorso 12 luglio i sindacati erano stati convocati dall'azienda, evidenziato "l’impossibilità di procedere a un confronto in sede aziendale, individuando nel Mise la sua naturale sede" ricorda Riccardo Falcetta, segretario della Uilm di Bari. "L'azienda – continua Falcetta - ha boicottato qualsiasi relazione con il Mise non volendo palesare davanti al Governo le sue intenzioni reali, ovvero di procedere senza indugio ai licenziamenti. E a poco vale in questi momenti la disponibilità, espressa dall'azienda, di tornare al Mise il prossimo autunno". Già a marzo dello scorso anno la DXC di Bitritto era stata interessata da una procedura di trasferimento di circa 100 dipendenti alla Solutions 30, altra azienda con sede a Bitritto che si occupa di servizi informatici. "Non vorremmo trovarci di fronte al solito - concludono i sindacati - strano artificio finanziario volto a razionalizzare l’attività aziendale facendo pagare il conto esclusivamente ai lavoratori".

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