Martedì, 19 Ottobre 2021
Economia Bari Vecchia / Piazza Libertà

Poste, no alla privatizzazione: in piazza Prefettura la protesta dei lavoratori

Oltre duemila, secondo gli organizzatori, i partecipanti al sit-in organizzato in occasione dello sciopero nazionale indetto dai sindacati per protestare contro un "piano di privatizzazione senza futuro, che ha il solo fine di fare cassa"

In piazza per dire no ad una "privatizzazione senza futuro", "che ha il solo fine fare cassa", "ma che non tiene in considerazione il ruolo sociale svolto da Poste Italiane sull’intero territorio", oltre a mettere a rischio il futuro occupazionale dei dipendenti. Mobilitazione dei lavoratori anche a Bari, questa mattina, in occasione dello sciopero nazionale dei dipendenti di Poste italiane proclamato da Slp-Cisl, SLC-CGIL, FAILP-CISAL, CONFSAL.COM e UGL-COM.

Oltre duemila, secondo gli organizzatori, i partecipanti alla manifestazione regionale che si è tenuta in piazza della Libertà, davanti alla sede del Palazzo del Governo. 

"La decisione del Consiglio dei Ministri di quotare in Borsa un ulteriore 29,7% e del conferimento a Cassa Depositi e Prestiti del rimanente 35% del capitale, con l’uscita definitiva del Ministero dell’Economia dall’azionariato di Poste Italiane, muta completamente gli assetti societari e il controllo pubblico in Poste Italiane. Una decisione assunta a breve distanza dal primo collocamento azionario di oltre il 30% effettuato ad ottobre 201", spiegano i sindacati, che ritengono "estremamente grave e, peraltro, antieconomica, l’intera operazione di dismissione da parte dello stato, in considerazione che dal 2002 ad oggi Poste Italiane ha sempre avuto bilanci positivi e ha versato consistenti dividendi al Ministero del Tesoro, azionista di riferimento". "Una privatizzazione totale di Poste italiane - evidenziano ancora - mette in discussione non solo anni di sacrificio e di lavoro dei dipendenti profusi per darle una dimensione d’impresa tra le più importanti in Italia, ma anche il futuro svolgimento del servizio universale, l’unitarietà dell’Azienda e la sua tenuta occupazionale". Cionostante, la vicenda è stata caratterizzata dalla toale "assenza di un dibattito pubblico e l’assoluta indifferenza dei mezzi di comunicazione, mentre la privatizzazione di Poste Italiane necessita di grande attenzione".

"Non possiamo permettere - spiega in una nota il Segretario Generale SLC CGIL Bari Vito Battista - che vengano vendute a privati ulteriori quote di partecipazione di Poste. Che tra l’altro significherebbe mettere a rischio migliaia di posti di lavoro e pertanto alimentare disagio sociale già peraltro molto grave quale quello della disoccupazione. Tutti i lavoratori dovrebbero prendere parte di questa lotta che noi SLC siamo pronti ad affrontare con tutte le nostre forze".

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