Economia Murat / Piazza Umberto I

Studenti, precari e disoccupati in piazza: anche a Bari il corteo per lo "sciopero sociale"

Parte da piazza Umberto la manifestazione organizzata da sindacati di base, associazioni studentesche e cooperative sociali contro il Jobs Act del governo Renzi e i tagli alla spesa pubblica

Studenti, movimenti sociali, sindacati di base, lavoratori precari e migranti, in piazza per lo "sciopero sociale". "Incrociamo le braccia, incrociamo le lotte", è lo slogan della manifestazione che vede l'adesione di diverse categorie e che si svolgerà oggi a Bari come in altre città italiane, con cortei, presidi e altre iniziative che andranno avanti per 24 ore. La mobilitazione, indetta per protestare contro il Jobs Act, la legge di stabilità e i tagli del governo Renzi, e le politiche di austerità europee, a Bari prenderà il via da piazza Umberto.

Tra i sindacati che hanno aderito allo sciopero, Cub, Cobas e Usb. "Il JOBS  ACT, il blocco dei contratti pubblici, la legge di stabilità 2015, il prospettato aumento dell’IVA, gli aumenti delle tariffe e delle tasse sulla casa, non fanno che aumentare l’impoverimento dei ceti popolari - spiega l'Usb in una nota illustrando le ragioni dello sciopero - A questo si aggiunge il pesante taglio alla spesa pubblica, con una drastica riduzione dei servizi alla cittadinanza, che si pone in antitesi rispetto alla necessità di ricostruire i servizi sociali legati all’istruzione, alla sanità, alla previdenza e al trasporto pubblico.  L’obiettivo è chiaro: finanziare il minimo necessario per tenere in vita  il “welfare dei poveri” e lasciare che sia il mercato a stabilire i costi per la cittadinanza".

In piazza anche gli studenti. "Le scuole in mobilitazione ritornano a prendere parola il giorno prima della fine della consultazione-farsa del governo sulla Buona Scuola. -è detto in una nota dell'Unione degli Studenti - Non siamo disposti ad accettare che il governo spacci per democratici e giusti provvedimenti che azzerano l’autonomia delle scuole pubbliche, finanziano ulteriormente le private, incentivano gli stage-sfruttamento, allenando semplicemente tutte e tutti alla precarietà. Porteremo sui nostri volti delle maschere bianche per simboleggiare la condizione di invisibilità e ricatto che i precari vivono ogni giorno". "Scenderemo in piazza - prosegue il comunicato - per dire che il nostro futuro non è uno slogan: non accettiamo strumentalizzazioni da Renzi e dal governo. Stanno distruggendo il diritto allo studio e precarizzando ulteriormente il mondo del lavoro. Non permetteremo che vengano utilizzati retoricamente i giovani per legittimarsi agli occhi del Paese.  Le proteste di studenti, giovani e precari si incroceranno con quelle dei lavoratori proprio perché rifiutiamo lo scambio inesistente contenuto nel Jobs Act: non è togliendo i diritti ai cosiddetti “garantiti” che si risolve il dramma della precarietà, della disoccupazione giovanile, dell’espulsione da scuole e università".

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