L'inverno caldo fa piangere l'agricoltura barese: è allarme siccità, colture a rischio e in Capitanata si prega per la pioggia

Compromessi seminativi di foraggi e cereali, anche la futura resa dei ciliegi. Gli ulivi hanno smesso di vegetare.

Siccità, tubi idrici

L’agricoltura piange anche nel Barese, dove le colture sono sotto stress per mancanza d’acqua, dove gli ulivi a causa del caldo non hanno smesso di vegetare e hanno rallentato le necessarie operazioni di potatura. L’assenza di pioggia sta compromettendo, e in alcuni casi lo ha già fatto del tutto, i seminativi di cereali e foraggi.

“Le temperature primaverili, con questo inverno caldissimo, potrebbero avere conseguenze molto negative sulle colture frutticole”, ha aggiunto Giuseppe Creanza, direttore di CIA Levante. Potrebbe essere compromessa la futura resa dei ciliegi, tipologia di pianta che mal sopporta le alte temperature.

Nel frattempo dal cielo non arriva nemmeno una goccia: in tutta la Puglia, la siccità e un “inverno primaverile” stanno facendo danni enormi. In difficoltà sono tutte le aree territoriali, con le aziende agricole e zootecniche che ovunque sono costrette a sobbarcarsi spese aggiuntive per sopperire alla mancanza d’acqua.

Nel Foggiano gli agricoltori chiedono la grazia a San Francesco Antonio Fasani affinché porti nuvole cariche di pioggia nei cieli di Capitanata. Tre le celebrazioni in altrettante parrocchie a Lucera.

IN CAPITANATA - Pascoli aridi sul Gargano, senza pioggia la vegetazione non cresce: le aziende zootecniche, dunque, sono costrette a comprare fieno, ed è quanto sta accadendo anche in altre zone della Puglia. “Per il settore cerealicolo, si stima fin d’ora un decremento della produzione pari almeno al 20%: senz’acqua, il grano sta avendo difficoltà ad affrontare le fasi di crescita”, ha spiegato Nicola Cantatore, direttore provinciale di CIA Capitanata. Si tratta di un danno rilevante, soprattutto in provincia di Foggia. Danni ingenti anche agli ortaggi: colpiti soprattutto cavolfiori e broccoletti, tipologie di vegetali che hanno necessità delle basse temperature per svilupparsi. 

TARANTO-BRINDISI “Nell’area del Tarantino e della provincia di Brindisi”, ha spiegato Vito Rubino, direttore provinciale di CIA Due Mari, “le aziende agricole stanno cercando di salvare gli ortaggi con continue irrigazioni, per affrontare la mancanza di pioggia e le alte temperature”. Le dighe della vicina Lucania, che forniscono acqua anche alla Puglia, sono a secco. Il caldo ha causato un’anticipazione delle fioriture. Grosse difficoltà per i seminativi che non nascono o, laddove siano riusciti a nascere, hanno difficoltà a crescere per l’assenza di umidità e di precipitazioni piovose. A peggiorare la situazione ci si è messo il vento forte dei giorni scorsi, che ha provocato l’abbattimento di molti alberi e ha “asciugato” ulteriormente il terreno facendogli perdere umidità. 

NEL SALENTOAnche nell’area salentina, gli agricoltori sono costretti a sobbarcarsi le spese per irrigazioni ‘di soccorso’ ad alberi da frutto e ortaggi. “Tutte le coltivazioni di questo periodo sono in una situazione di sofferenza: il pericolo che i raccolti futuri siano pregiudicati in tutto o in buona parte è molto alto”, ha dichiarato Emanuela Longo, direttore provinciale CIA Salento. Sotto stress da caldo e siccità, anche qui, sono i seminativi, le coltivazioni orticole, i frutteti, e le alte temperature di certo non fanno bene agli ulivi che continuano a vegetare nel periodo in cui già si dovrebbe provvedere alla potatura.

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DIGHE A SECCOGli invasi della Basilicata, che forniscono anche parte della Puglia, hanno risorse idriche molto inferiori a quelle dello stesso periodo dell’anno scorso. Le dighe pugliesi che forniscono la Capitanata, attualmente, contengono 128milioni di metri cubici d’acqua in meno rispetto al 13 febbraio del 2019. Gli schemi irrigui della Puglia sono fermi a 50 anni fa. La siccità è questione antica, ma la crisi climatica e la mancanza di soluzioni sono ancora più gravi.  

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