Martedì, 28 Settembre 2021
Economia

Calano i livelli dei bacini pugliesi, Coldiretti torna a lanciare l'allarme siccità: "Persi 14 milioni di metri cubi in una settimana"

La denuncia dell'associazione degli agricoltori: "Senza piogge da quattro la disponibilità idrica continua a diminuire"

"Senza piogge da quasi 4 mesi in Puglia continua a diminuire la disponibilità idrica, con i bacini pugliesi che hanno perso oltre 14 milioni di metri cubi d’acqua in una settimana, con la siccità che è diventata l’evento climatico più ricorrente e persistente in Puglia, con danni stimati pari ad oltre 70 milioni di euro all’anno per l’impatto devastante sulle produzioni agricole e sulla fertilità dei terreni". A lanciare l'allarme è ancora Coldiretti Puglia, sulla base dei dati sulle riserve idriche dell’Osservatorio ANBI.

"A causa della siccità e dell’aumento dei livelli del mare, la risalita del cuneo salino, ossia l’infiltrazione di acqua salata lungo i corsi dei fiumi, rende inutilizzabili le risorse idriche e gli stessi terreni con uno scenario che – sottolinea la Coldiretti regionale – è più che preoccupante per l’economia agricola dell’intera regione".

"I pozzi freatici non hanno più acqua, mentre dai pozzi artesiani c’è il rischio di emungimento di acqua salmastra – aggiunge il presidente Muraglia – uno scenario che impone di sfruttare al meglio tutte le risorse messe a disposizione della programmazione degli interventi idrici e di riassetto del territorio nei prossimi anni, perché è andata persa finora l’opportunità di ridisegnare politica irrigua e di bonifica integrale in Puglia".

L'associazione sottolinea quindi la necessità di puntare alla transizione verde per risparmiare il 30% di acqua per l'irrigazione, diminuire il rischio di alluvioni e frane, aumentare la sicurezza alimentare dell'Italia, garantire la disponibilità idrica in caso di incendi, migliorare il valore paesaggistico dei territori e garantire adeguati stoccaggi per le produzioni idroelettriche green in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni dell'Unione europea per il 2030. Le proposte dell'associazione agricola sono racchiuse in un progetto ideato, ingegnerizzato e poi condiviso con Anbi, Terna, Enel, Eni e Cassa depositi e prestiti con il coinvolgimento anche delle Università. Per il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, l'attuale scenario regionale "impone di sfruttare al meglio tutte le risorse messe a disposizione della programmazione degli interventi idrici e di riassetto del territorio nei prossimi anni, perché è andata persa finora l'opportunità di ridisegnare politica irrigua e di bonifica integrale in Puglia". Coldiretti chiede anche di "reinserire nel Pnrr il miliardo di euro per le forestazioni pedecollinari e i 500 milioni per la digitalizzazione delle reti idriche che migliorerebbero la condizione soprattutto di territori difficili, invertendo la tendenza al loro abbandono, riducendo il divario fra aree del Paese, grazie all'insediamento di nuove attività produttive".

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