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Giovedì, 2 Febbraio 2023
Economia

Siccità, in Puglia perso un terzo delle produzioni agricole: "Carenza d'acqua e costi alle stelle, un'impresa su 10 costretta a chiusura"

Il dato diffuso da Coldiretti che commenta positivamente il riconoscimento dello stato di calamità da parte del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare. Tra clima 'impazzito' e aumento dei costi "il 30% delle imprese in negativo"


Il dato diffuso da Coldiretti che commenta positivamente il riconoscimento dello stato di calamità da parte del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare. Tra clima 'impazzito' e aumento dei costi "il 30% delle imprese in negativo"

In Puglia "un terzo delle produzioni" in agricoltura è andato perso a causa della siccità: a evidenziare il dato è la Coldiretti regionale, che commenta positivamente il riconoscimento dello stato di calamità per parte del 2022, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare recante la 'Dichiarazione dell'esistenza del carattere  di  eccezionalità  degli eventi calamitosi verificatisi nei territori della Regione Puglia dal 1° gennaio al 30 settembre 2022'.

La perdita di produzione, secondo il bilancio della Coldiretti, va "da oltre il 50% delle olive al 35% della frutta e della verdura, del grano, delle foraggere per l’alimentazione del bestiame, del miele, con gravi danni anche sugli allevamenti di cozze e ostriche".

"La siccità grave e perdurante  ha costretto gli agricoltori all’irrigazione di soccorso con costi altissimi per il caro gasolio – spiega l'associazione - per tirare l’acqua dai pozzi e rifornirsi di acqua con le autobotti, anche per abbeverare gli animali nelle stalle, con i pozzi artesiani  che stanno franando, mentre altri pozzi a falda superficiale, stanno scomparendo, si stanno prosciugando.

Agli effetti sui campi della "tropicalizzazione del clima", "che azzera in pochi attimi gli sforzi degli agricoltori che perdono produzione e al contempo subiscono l’aumento dei costi a causa delle necessarie risemine, ulteriori lavorazioni, acquisto di piantine e sementi e utilizzo aggiuntivo di macchinari e carburante, con gli imprenditori che "si trovano ad affrontare fenomeni controversi, dove in poche ore si alternano eccezionali ondate di maltempo a siccità perdurante", si aggiungono il caro gasolio e il rialzo esponenziale dei costi di produzione.

"Con il risultato  che – sottolinea la Coldiretti Puglia – più di 1 impresa agricola su 10 (11%) è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività ma ben circa 1/3 del totale (30%) si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dell’aumento dei costi di produzione, secondo le elaborazioni del Crea". Sui campi – continua la Coldiretti regionale – pesano rincari per gli acquisti di concimi, imballaggi, gasolio, attrezzi e macchinari: si registrano aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio, a cui si aggiungono rincari di oltre il 30% per il vetro, del 15% per il tetrapack, del 35% per le etichette, del 45% per il cartone, del 60% per i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al 70% per la plastica, secondo l’analisi Coldiretti.

Tra l’altro, la Puglia è la regione d’Italia dove piove meno con 641,5 millimetri annui medi e impatti gravi sull’agricoltura causati dalla siccità che distrugge le coltivazioni e favorisce i roghi e rappresenta la calamità più rilevante per i campi e mantiene anche il primato negativo – aggiunge Coldiretti Puglia – della disponibilità annua media di risorsa pro capite con soli 1000 metri cubi, meno della metà della disponibilità annua pro capite media nazionale stimata in 2330 metri cubi.

D’altro canto ogni anno va perso l’89% dell’acqua piovana, una dispersione che la Puglia non può permettersi – insiste Coldiretti - considerato che l’acqua non ce l’ha e ha bisogno di importanti opere per ridisegnare il proprio assetto idrico e idrogeologico e per garantire non solo l’approvvigionamento idrico per la popolazione, ma per assicurare corpi irrigui adeguati alle produzioni agricole, artigianali e industriali.

Per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie Coldiretti ha elaborato e proposto per tempo un progetto concreto immediatamente cantierabile nel Recovery plan, un intervento strutturale reso necessario dai cambiamenti climatici caratterizzati dall’alternarsi di precipitazioni violente a lunghi periodi di assenza di acqua, lungo tutto il territorio nazionale.
 

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