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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Economia

"No a speculazioni sui prezzi del grano, costi di produzione sempre più pesanti": gli agricoltori pugliesi lanciano l'allarme

I produttori agricoli di Bari, Bat e Foggia annunciano una diminuzione della produzione del 40%: "Meno grano per colpa del caro bollette e della prolungata siccità"

"Sono in atto gravi speculazioni sul prezzo del grano duro": è questa la denuncia dei produttori cerealicoli di Bari, Bat e Foggia. Le quotazioni delle Cun, le Commissioni Uniche Nazionali che hanno il compito di individuare le linee del mercato per i prodotti agricoli, questa settimana segnalano un ribasso: si registra un calo di 10 euro alla tonnellata nel Barese, dai 20 ai 23 euro nel Foggiano. Il prezzo del grano duro è in ribasso anche nelle quotazioni delle borse merci di Bari e Foggia. 

Le sezioni locali della Cia, la Confederazione Italiana Agricoltori, lanciano il grido d'allarme: “Ci si sta approfittando delle esigenze degli agricoltori di incassare qualcosa per poter onorare gli impegni assunti” - denunciano Cia Levante e Cia Capitanata - “nonostante la crescente richiesta di grano italiano certificato, la cui produzione si è contratta di circa il 35-40%. Gli imprenditori agricoli reclamano il giusto prezzo, altrimenti le aziende non riusciranno a coprire i costi di produzione e sarà davvero difficile seminare nuovamente grano in autunno, con il risultato di una maggiore dipendenza di materie prime agricole dall’estero"

Secondo gli agricoltori di Bari e Foggia il deprezzamento del grano duro sta generando un pesante effetto negativo sull'economia del settore, con "insostenibili aumenti dei costi di produzione che vanno dalla prima aratura, alla trebbiatura, Si nota il decremento quantitativo delle rese per ettaro, a causa della persistente siccità, la più prolungata degli ultimi anni". I costi di produzione, per chi coltiva e raccoglie grano, sono già aumentati dal 30% al 40%. Coltivare e raccogliere un ettaro di grano, prima della pandemia aveva un costo che oscillava fra i 700 e i 750 euro, mentre oggi occorrono più di 1000 euro. La trebbiatura, inoltre, risente dell’incremento del costo del gasolio.

"Adesso si potrebbe aprire una fase di incertezza tale da innescare una spirale dalla quale sarà sempre più difficile uscire - sottolinea la Cia - l'andamento del mercato dimostra che l’aumento dei prezzi dei prodotti finali ai consumatori, come pane, pasta, farine, biscotti, non dipende dai prezzi dei prodotti agricoli". 
Negli ultimi anni, la Puglia ha prodotto complessivamente 9,5 milioni di quintali di grano duro, il 35% della produzione nazionale, impiegando una superficie pari a 344.300 ettari. Nei prossimi mesi, però, si registrerà un netto calo della produzione, con rese che saranno inferiori di circa il 35-40% alle medie degli ultimi anni: è questa la diretta conseguenza del prolungato periodo di siccità, riscontrato nei mesi invernali, non solo nel Barese e nel Foggiano, ma anche nella Bat e nella provincia di Taranto.

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