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Latte, Coldiretti: stop a speculazioni. Emiliano firma il "Manifesto per l'etichettatura"

Sit-in degli allevatori davanti alla Regione: "Dalla stalla allo scaffale rincari sui prezzi fino al 345%". Su invito di Coldiretti, il presidente della Regione ha poi firmato il documento che promuove l'obbligo d'indicare l'origine delle materie prime nel settore lattiero - caseario

Mentre il prezzo alla stalla crolla fino a raggiungere i 35 centesimi al litro, riducendo la remunerazione per gli allevatori del 20% in tre mesi, il costo del latte fresco allo scaffale moltiplica più di quattro volte e oscilla attorno ad 1,50 euro.

A denunciare la speculazione - fatta ai danni dei produttori, ma anche degli stessi consumatori - è la Coldiretti Puglia, che questa mattina ha tenuto un sit-in davanti alla sede della Regione, sul lungomare, regalando ai cittadini latte fresco pastorizzato ‘100% Muuunto in Puglia’, a Martina Franca, fatto imbottigliare per l’occasione.

"All’inizio del regime delle quote latte nel 1984 in Italia - spiega l'associazione - il latte veniva pagato in media agli allevatori 0,245 euro al litro – ricorda la Coldiretti - mentre i consumatori lo pagavano 0,40 euro al litro (780 lire), con un ricarico quindi del 63 per cento dalla stalla alla tavola. Nel 2000 agli allevatori il latte veniva pagato 0,32 euro al litro mentre i consumatori lo pagavano un euro al litro, con un aumento del 213 per cento dalla stalla alla tavola. Oggi la forbice si è ulteriormente allargata e il prezzo del latte fresco mostra un ricarico del 355 per cento.

In particolare, negli ultimi 3 mesi i trasformatori pugliesi avrebbero deciso unilateralmente di abbassare il prezzo del latte alla stalla, portandolo spesso sotto i costi di produzione che, invece, sono aumentati. Soprattutto i mangimi (+9,1%) e il costo energetico (+8%) hanno notevolmente appesantito il bilancio delle aziende zootecniche regionali.

“Oltre all’inganno a danno dei consumatori – sottolinea il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – si tratta di concorrenza sleale nei confronti degli stessi industriali e artigiani che utilizzano esclusivamente latte locale. L’insidia alla salute dei consumatori e l’erosione della capacità di competere dei nostri allevatori e dei nostri coltivatori dipendono da un unico fattore, dall’assenza di etichettatura obbligatoria sull’origine delle materie prime. Per questo abbiamo chiesto al Governatore Emiliano di sottoscrivere il nostro Manifesto sull’Etichettatura, perché tutte le Regioni devono sostenere lo sforzo del Ministro e del Governo lungo la strada tracciata dalla Francia, creando una cintura di sicurezza per i nostri allevatori che devono poter competere alla pari e per la salute dei nostri consumatori debbono poter scegliere in perfetta consapevolezza attraverso l’introduzione dell’etichettatura obbligatoria sull’origine”.

In Puglia - secondo le stime Coldiretti - a fronte dei 1.939 allevamenti che producono 3,6 milioni di quintali di latte bovino, le importazioni di latte dall’estero raggiungono i 2,7 milioni di quintali, e i 35mila quintali di prodotti semi-lavorati quali cagliate, caseine, caseinati e altro, utilizzati per fare prodotti lattiero-caseari che vengono, poi, venduti come prodotti lattiero-caseari “Made in Puglia”.

“A nulla sono serviti anche gli sforzi dell’assessore all’Agricoltura Di Gioia di insediare il tavolo di trattative – denuncia il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - per un accordo sul prezzo del latte remunerativo ed equo,  I trasformatori non si sono neppure presentati. I nostri allevamenti versano in una grave situazione, per colpa del prezzo del latte troppo basso e delle importazioni di latte e prodotti semilavorati dall’estero, utilizzati per fare mozzarelle e formaggi spacciati per ‘Made in Puglia’. Per questo tutti i soggetti della filiera che hanno percepito finanziamenti pubblici – aggiunge – non possono tirarsi indietro, devono rispettare fino in fondo il percorso di filiera intrapreso, anche sul fronte dei prezzi riconosciuti agli allevatori”.

Con la pratica troppo diffusa delle offerte e della vendita di prodotti a prezzi stracciati, denunciano gli allevatori, anche una parte della Grande Distribuzione Organizzata rende insostenibili i costi di una produzione di qualità e realmente garante della sicurezza alimentare. Sono riuscite a sopravvivere con grande difficoltà appena 2.700 stalle, a causa principalmente del prezzo del latte, oggi dovuta non solo alla crisi, ma anche e soprattutto a queste evidenti anomalie di mercato. 

Alla manifestazione ha preso parte anche il presidente della Regione Michele Emiliano, che, su invito di Coldiretti, ha firmato il “Manifesto per l'Etichettatura”, che promuove l'obbligo d'indicare l'origine delle materie prime nel settore lattiero – caseario. "Le vostre lotte – ha affermato Emiliano -  sono quelle non solo della Coldiretti ma di tutta l’agricoltura pugliese. Voi sensibilizzate l’opinione pubblica sulle tante “frodi legali”, quelle tecniche con cui si gioca con le norme per danneggiare la gente per bene che produce in modo chiaro, con una filiera evidente, sottoponendosi ai controlli. E poi si utilizzano il nome Italia, il nome Puglia, per connotare prodotti che senza quei nomi non comprerebbe nessuno: perché nessuno comprerebbe, per fare un esempio, mozzarelle thailandesi, con tutto il rispetto per la Thailandia che evidentemente fa altri prodotti altrettanto buoni, ma le mozzarelle thailandesi non le comprerebbe nessuno. La Puglia ha il dovere di combattere per tutelare il proprio territorio". "Nella etichetta che vogliamo per il latte – ha sottolineato -  si scriverà cosa è e da chi viene prodotta: come facciamo in tutti gli atti di governo. L’etichetta è un atto politico che consente a tutti noi di capire cosa succede per evitare che i furbi abbiano la meglio".

             

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