Filippo e la 'Taberna di Carbonara', da 60 anni eccellenza della ristorazione pugliese nell'antica cantina dalle arcate in tufo

Un riconoscimento a Filippo Carella per i 60 anni della 'Taberna di Carbonara'. In cantiere anche un evento per celebrare Luigi Sada uno dei maggiori studiosi di gastronomia meridionale, autore di prestigiose pubblicazioni sulla cucina barese

Filippo Carella e la Taberna di Carbonara

Una targa della 'Città Metropolitana di Bari' in segno di riconoscimento e di gratitudine per i sessanta anni di attività della 'Taberna di Carbonara', il noto ristorante che è diventato nel corso degli anni un’istituzione enogastronomica di tutta la Puglia e non solo.

L’iniziativa è partita dalla consigliera metropolitana Anita Maurodinoia che ha proposto al sindaco Antonio Decaro di premiare il proprietario Filippo Carella che insieme alla moglie Rosa e allo chef Pietro Abbaticchio gestisce in un’antica cantina dalle arcate in tufo, la Taberna, dove l’arte del cucinare non è solo una professione, ma passione e patrimonio familiare, qualità riconosciute dall’inserimento nelle guide più rinomate come la “Guida d’oro” dei ristoranti di Veronelli.

“Ho voluto - dichiara Anita Maurodinoia - che non passasse inosservato il raggiungimento di un traguardo per una realtà imprenditoriale che è diventata il punto di riferimento della gastronomia pugliese non solo per le sue prelibatezze, ma anche perché ristorante è anche un vero e proprio cenacolo culturale, in quanto ogni qual volta si parla di Taberna, è impossibile non ricordare Luigi Sada (cognato di Filippo Carella) uno dei maggiori studiosi di gastronomia meridionale e autore di numerosissime e prestigiose pubblicazioni, sulla cucina barese”.

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Per questo, la consigliera Maurodinoia, in occasione della consegna del premio, ha assunto l’impegno di coinvolgere il futuro assessore alla Cultura della Città Metropolitana per organizzare l’anno prossimo, nell’ex Palazzo della Provincia, eventualmente in collaborazione con l’istituto Alberghiero Perotti, un evento dedicato al professor Luigi Sada, che con le sue pubblicazioni è stato il portavoce di una memoria culinaria solida e antichissima, riuscendo a superare i confini della ristorazione convenzionale.

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