Batosta Tari, aumenti tra il 7 e il 12% per la tassa sui rifiuti

I rincari - spiegano da Palazzo di Città - dovuti ai maggiori costi del conferimento in discarica e alla diminuzione del numero dei contribuenti. Per le utenze commerciali l'aumento medio sarà dell'11%

Il sindaco Decaro, presentando qualche giorno fa il Bilancio di previsione 2016-2018, lo aveva preannunciato. Ma quello che era stato anticipato come un aumento "contenuto" sulla Tari, si è rivelato ben più consistente. Nella manovra approvata dalla giunta, che dovrà passare ora al vaglio del Consiglio comunale per l'approvazione, i rincari oscillano dal 7 al 12%, a seconda della composizione del nucleo familiare.

Rincari dovuti, spiegano da Palazzo di Città,  "ad una serie di fattori contingenti", ovvero i maggiori costi di conferimento in discarica dei rifiuti (110 euro per tonnellata nel 2016, rispetto ai 70 euro degli scorsi anni) e la diminuzione della platea dei contribuenti, con una contrazione delle utenze sia commerciali che domestiche.

GLI AUMENTI - Per quanto riguarda le utenze domestiche, l'aumento, calcolato su una superficie di abitazione media di 100 mq, sarà così modulato: 7,62% per nucleo di una persona; 9,73% per nucleo di 2 persone; 10,5% per nuclei di 3 persone; 11,33% per nuclei di 4 persone; 12,41 % per nuclei di 5 persone. Per le utenze commerciali l'aumento medio sarà dell'11%.

ESENZIONI E RIDUZIONI - Confermate le misure a sostegno delle fasce più deboli. Non pagheranno la Tassa sui rifiuti i nuclei familiari con reddito inferiore a 5000 euro, i nuclei familiari formati da 6 o più persone con reddito inferiore a 25.000 euro e quelli composti da ultraottantenni con reddito inferiore a 10.000 euro. Resta anche la riduzione del 25% della parte variabile della tariffa per i nuclei familiari residenti nei quartieri virtuosi che superano il 50% di raccolta differenziata. 

TASI E IMU - Per il 2016 la Tasi è stata eliminata per l’abitazione principale, con un risparmio in media tra i 400 e i 500 euro per famiglia. Tasi ridotta, dal 2,99 per mille al 2,5 per mille per gli immobili delle imprese costruttrici destinati alla vendita. Per quanto riguarda l’IMU sulla seconda casa, il Comune ha previsto una serie di sconti rispetto al 2015: riduzione del 50% per tutte le famiglie che concedono l’immobile in comodato d’uso ad un parente entro il primo grado; sconto del 25% per le unità immobiliari locate con contratti agevolati (nella sostanza l’aliquota agevolata dal 4 per mille dell’anno scorso si riduce al 3 per mille nel 2016).

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