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Tassa di soggiorno, i dubbi degli operatori. Castrovilli (Associazione Extralberghiero): "A Bari manca piano strategico"

La presidente dell'associazione che riunisce gestori di b&b, case vacanza e affittacamere esprime le perplessità della categoria a proposito dell'introduzione dell'imposta: "Non era questo il momento giusto. Ancora tanto da fare su servizi e offerta culturale"

"La tassa di soggiorno a Bari? Abbiamo fatto le nostre proposte al Comune per migliorare il regolamento, ma la nostra convinzione di base resta la stessa: non era questo il momento giusto". Giovanna Castrovilli, presidente dell'Associazione Extralberghiero Terra di Bari (che riunisce gestori di b&b, affittacamere, casa vacanza) , e dirigente Extralberghiero Confimpresa Italia, è netta. Un punto di vista largamente condiviso dai vari operatori del settore turistico, che ieri a Palazzo di Città sono tornati a confrontarsi con l'assessora Ines Pierucci sulle procedure che disciplineranno l'applicazione dell'imposta per chi soggiornerà nelle strutture ricettive della città.

Al momento i tempi per l'effettiva adozione della tassa di soggiorno non sono ancora definiti: considerati i vari passaggi procedurali, si potrebbe arrivare l'imposta potrebbe scattare a partire dall'estate. Anche se le perplessità degli operatori, come detto, restano. Soprattutto in un momento di incertezza legato alla crisi che grava sulle famiglie, con gli arrivi che, dopo i numeri positivi della scorsa estate, sembrano segnare una battuta d'arresto: "C'è qualche timido accenno per la stagione estiva, ma da novembre noi siamo praticamente fermi - dice Castrovilli - Per vedere i turisti stranieri dobbiamo aspettare Pasqua, ma questo era solitamente il periodo dell'anno in cui c'era più turismo di prossimità, persone che arrivavano da altre regioni d'Italia o dalla stessa Puglia. Ora che le famiglie non hanno soldi, quel flusso non c'è più". 

E uno di timori è che l'introduzione dell'imposta possa scoraggiare ancora di più i visitatori, spingendoli magari a scegliere di soggiornare in centri vicini,  dove la tassa non c'è. "Oltre all'onere del gestore di sostituirsi al Comune nel riscuotere l'imposta e poi versarla, procedure per le quali abbiamo proposto uno snellimento, resta il fatto che questo costo andrebbe a incidere soprattutto sulle famiglie. Per questo motivo abbiamo chiesto di estendere l'esenzione per i ragazzini da 12 a 14 anni, una riduzione per i fratelli maggiori, proprio per cercare di andare incontro alle famiglie". Secondo quanto emerso finora, la tassa dovrebbe avere un importo (al giorno e a persona, per un massimo di quattro notti) di due euro  per gli alberghi a 3 stelle e i B&B, tre euro per i 4 stelle e quattro per i 5 stelle, mentre sarebbe di un euro e 50 per le strutture fino a 2 stelle. "Abbiamo chiesto anche - aggiunge Castrovilli - una riduzione dei giorni su cui applicare l'imposta: tre anziché quattro, un numero più in linea con la durata media di un soggiorno in città".

Ma tra le ragioni dello scetticismo di molti operatori, ci sono anche considerazioni che riguardano la qualità dei servizi e della stessa offerta culturale cittadina. "Al momento - sottolinea Castrovilli - non c'è un piano strategico del Comune, non c'è una programmazione sul turismo o su come verranno impiegati questi fondi. Siamo riusciti a ottenere un tavolo tecnico trimestrale che analizzerà il gettito e potrà esprimersi su come investire quei soldi. Non diciamo no a priori alla tassa di soggiorno: sappiamo tutti che viene destinata a servizi che migliorano la qualità della vita per tutti, non solo per i turisti, così come serviranno a migliorare anche l'offerta culturale. Però avremmo preferito vedere un miglioramento su questo prima di introdurre la tassa di soggiorno: servizi più strutturati ed efficienti, all'altezza di una città turistica. Collegamenti più efficienti, penso ai pochi taxi dall'aeroporto in città a tarda sera, la presenza di infopoint attivi in città, di bagni pubblici, la pulizia". "Sarebbe stato necessario - ribadisce Castrovilli - un piano strategico fatto prima, con previsioni, statistiche, dati a disposizione di tutti. Oggi invece per le rilevazioni dobbiamo aspettare i dati di PugliaPromozione, o dobbiamo farle da soli, tra associati. Sarebbe il momento di strutturare tutto il lavoro, in maniera armonica e accessibile a tutti noi operatori. A questo punto speriamo che con la tassa di soggiorno qualcosa in questo senso si realizzi".
 

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