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Caso Tercas e Banca Popolare di Bari, la sentenza della Corte Ue: "Non furono aiuti di Stato"

Respinto il ricorso avanzato dalla Commissione europea contro la sentenza del Tribunale che nel 2019 aveva stabilito che i fondi del Fitd non costituivano aiuti di Stato in quanto non controllati dalle autorità pubbliche italiane

Non ci furono aiuti di Stato nell'operazione con cui il Fondo Interbancario di tuitela dei depositi (Fitd) sostenne Banca Popolare di Bari nel salvataggio di Tercas nel 2014. A stabilirlo è la Corte di Giustizia dell'Unione Europea che ha respinto il ricorso avanzato dalla Commissione europea contro la sentenza del Tribunale che nel 2019 aveva stabilito che i fondi del Fitd non costituivano aiuti di Stato in quanto non controllati dalle autorità pubbliche italiane. Lo riporta l'Agenzia Dire.

In base alla sentenza di oggi della Corte viene definitivamente annullata la decisione della Commissione Ue che aveva ordinato all'Italia di recuperare da Tercas aiuti di Stato per 295,14 milioni di euro. Rigettando l'impugnazione presentata dalla Commissione, si legge in una nota, la Corte, riunita in Grande Sezione, precisa la propria giurisprudenza in materia di imputabilità allo Stato di misure di aiuto concesse da un ente di diritto privato che non è nè un organismo statale nè un'impresa pubblica.

Il M5S: "Chi risarcirà i risparmiatori?"

Sulla vicenda sono intervenuti i senatori del M5S Daniele Pesco e Gianmauro Dell'Olio, rispettivamente presidente e capogruppo pentastellato della commissione Bilancio del Senato: "Il MoVimento 5 Stelle lo ha sostenuto per anni, spesso in solitudine: la Commissione europea commise un grave errore quando, tra il 2014 e il 2015, impedè il salvataggio di banca Tercas, con il supporto della Popolare di Bari, ad opera del Fitd, Fondo interbancario di tutela dei depositi, nell'assunto che questo salvataggio configurasse un aiuto di Stato. Adesso, mettendo la parola fine a questa annosa e dolorosa vicenda, la Corte di giustizia Ue ha definitivamente riconosciuto che l'intervento del Fitd sarebbe stato del tutto legittimo, proprio perchè non andava considerato aiuto di Stato".

"Quella decisione sbagliata della Commissione - aggiungono - produsse a cascata il mancato salvataggio delle quattro banche dell'Italia centrale, sottoposte al famigerato bail-in, con le gravi conseguenze che tutti conosciamo. Come MoVimento 5 Stelle abbiamo già all'epoca depositato una mozione, che ora intendiamo a maggior ragione rilanciare, per chiedere al governo di attivarsi prontamente, in sede europea, per quantificare i danni causati dalla decisione errata della Commissione e ottenere il risarcimento totale dei danni conseguenti alla mancata ricapitalizzazione delle banche regionali da parte del Fondo interbancario, fra cui anche quelli relativi agli impatti sullo spread e sul costo di emissione del debito pubblico, e dei danni diretti e indiretti legati al costo pubblico e privato sostenuto a causa delle risoluzioni delle 4 banche dell'Italia centrale e delle banche venete che si sarebbero potute evitare grazie a un intervento del Fitd".

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