La storia di Azzurra, l'imprenditrice barese dei gioielli realizzati dai disabili: "In due anni dalla Puglia a Parigi"

A distanza di tempo, siamo andati a vedere lo stato dell'arte della giovane azienda: "A breve espanderemo lo staff con altre due lavoratrici. La transizione? Per noi abbastanza dolce"

Da una startup a un'impresa avviata, capace di camminare con le proprie gambe, in questo caso mani e creatività: una transizione non semplice che spesso diventa ostacolo insormontabile. A contare, spesso, è la forza di un'idea e la capacità di metterla in pratica dal punto di vista operativo, manageriale e, appunto, imprenditoriale: nel caso di 'Terrena', bottega artigiana che produce gioielli e bigiotteria d'alto livello con la manualità e l'ingegno di persone diversamente abili, si può parlare di una storia di successo. La startup, creata da due giovani baresi, Azzurra Amoruso e Ruben Ruta, aveva vinto nel 2017 il bando Pin con un finanziamento della Regione Puglia. A distanza di due anni, siamo andati a vedere lo stato dell'arte (nel vero senso della parola) della giovane azienda.

L'evoluzione di Terrena

Prima un laboratorio di tre mesi con una decina tra disabili fisici e psichici, poi una vera e propria assunzione di due delle partecipanti, per realizzare orecchini, collane e altri gioielli. Passo dopo passo l'impresa ha cominciato ad andare avanti: "Avviare un'azienda - spiega Azzurra Amoruso - è un po' complicato e specialmente nei primi periodi è decisamente faticoso. A poco a poco siamo andati avanti con la promozione e lan presenza in numerose boutique in Puglia ma anche nel Lazio e a Parigi, nel quartiere di Montmartre.  Con la Regione Puglia, che ci ha finanziato l'idea, abbiamo partecipato anche all'Ethical Fashion Show di Berlino". Per le startupper l'obiettivo principale a medio termine è quello di rientrare nelle perdite. Un traguardo non semplice anche perché la burocrazia ama mettersi di traverso: "Lo Stato - dice Amoruso - ha considerato il finanziamento come attivo e noi, pur non avendo fatturato nulla nel 2017, abbiamo dovuto pagare varie migliaia di euro di tasse. Contiamo, comunque, di rientrare dalle perdite iniziali entro l'anno, tenendo conto che abbiamo dovuto anche effettuare ulteriori finanziamenti da parte nostra". 

Il futuro in un gioiello

I risultati, però, sembrano molto positivi: "Il distacco dalla fase di startup - aggiunge Amoruso - è stato tutto sommato abbastanza dolce. Stiamo firmando ulteriori contatti e fatturando. A breve espanderemo lo staff con altre due lavoratrici. Per noi, si può dire, il progetto Pin ha funzionato ma per esserne del tutto sicuri dobbiamo aspettare". Nel frattempo, Terrena sta ampliando la sua gamma creativa iniziando a produrre anche cinte gioiello e altri accessori, creati da mani sapienti che, attraverso la creatività, superano le barriere quotidiane del pregiudizio. 

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