Economia

Trenitalia, al via il nuovo orario. Ma la protesta non si ferma

In vigore da ieri il nuovo orario, da settimane al centro delle polemiche per la drastica riduzione dei collegamenti da e verso il Sud. Intanto sabato il sindaco Emiliano ha incontrato i sindacati per discutere della vertenza Servirail

E' entrato ufficialmente in vigore ieri il nuovo orario di Trenitalia, da giorni al centro delle proteste e delle polemiche per la drastica riduzione dei collegamenti ferroviari da  e verso il Sud, in particolare in relazione alla fascia più economica dell'offerta, ovvero quella dei treni notte.

A fronte di un potenziamento dei collegamenti sulla linea adriatica (6 corse giornaliere Lecce-Milano, 2 corse Lecce- Torino, 10 corse Bari-Milano e 2 Taranto-Milano), la nuova offerta Trenitalia prevede infatti una netta riduzione dei collegamenti notturni (Intercity ed Espressi). Una scelta, sottolinea l'azienda, dovuta al drastico calo di viaggiatori e ricavi e legata alla diffusione dei voli low cost, che ha reso quindi necessaria una "rimodulazione" dell'offerta notte, così spiegata da Trenitalia: "In accordo con il committente pubblico, Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, - si legge nel comunictao che illustra il nuovo orario - l’offerta è stata sottoposta ad un’attenta razionalizzazione con l’obiettivo di renderla coerente all’effettiva domanda e alle risorse finanziarie disponibili, salvaguardando il diritto alla mobilità di tutte le aree geografiche e demografiche interessate". "A tale scopo - prosegue il comunicato - è stato creato l’hub di Bologna Centrale che diventa capolinea per i convogli giorno/notte da e per la Puglia.  Così facendo i treni notte viaggeranno esclusivamente nella fascia notturna. Lungo la direttrice adriatica l’hub di Bologna offrirà un’altrettanto ampia offerta di servizi diurni da e per Torino, Milano, Bolzano, Venezia, Trieste e gli altri capoluoghi del nord".

Se dunque secondo Trenitalia tutto il possibile è stato fatto per salvaguardare le esigenze di mobilità dei viaggiatori, la mobilitazione contro le decisioni di Rfi, culminata mercoledì scorso nella protesta dei sindaci meridionali davanti alla sede romana di Trenitalia, non si ferma. La nuova offerta Trenitalia, infatti, non comporta soltanto una riduzione dei collegamenti da e verso il Suid, ma porta con sè anche dei pesanti contraccolpi occupazionali, legati al licenziamento degli 800 dipendenti della Servirail (72 solo in Puglia), la società che si occupava del servizio sui treni notturni di Trenitalia. Sabato scorso il sindaco Emiliano, dopo aver già incontrato a Roma l'ad di Trenitalia Moretti, ha incontrato in Comune i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl per concordare una linea di azione comune che possa portare al ripristino dei collegamenti cancellati e ad una soluzione concordata per il reinserimento lavorativo dei dipendenti Servirail.

 

 

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