Economia

Il 'vigile turistico' per contrastare abusivismo, a Bari la proposta di Federagit: "Necessari più controlli"

La richiesta lanciata dal sindacato delle Guide turistiche, che chiede all'amministrazione comunale la convocazione delle associazioni di categoria per presentare le proprie proposte sull'utilizzo degli introiti della tassa di soggiorno

Istituire a Bari la figura del "vigile turistico", dotata di "competenze più specifiche e adeguate per il controllo della città in termini di ospitalità turistica". E' questa la proposta lanciata da Federagit, il sindacato delle Guide Turistiche facente capo ad Assoturismo della Confesercenti.

"Dal momento che la città di Bari in questo periodo sta registrando flussi turistici in forte crescita, che si aggirano intorno un milione di presenze - afferma in una nota Anna Gernone, presidente Federagit Terra di Bari - è necessario che l’amministrazione comunale dia una risposta adeguata in termini di sicurezza e accoglienza turistica, utilizzando al meglio i proventi rivenienti dalla tassa di soggiorno prossimi ai 2 milioni di euro". "In relazione a questo - aggiunge Gernone - le associazioni di categoria attendono di essere convocate urgentemente per fornire il loro parere su come destinare gli introiti e riorganizzare il settore che presenta gravi carenze".

Nella nota, Federagit fa riferimento, nello specifico, anche a forme di abusivismo che interesserebbero in particolare l'attività delle guide turistiche a Bari, ricordando che "con l’approvazione del decreto n. 88 del 26 giugno 2024, regolamento attuativo della legge n. 190 del 23 dicembre del 2023, le guide turistiche hanno una legge nazionale che disciplina la loro professione", e che "le guide patentate devono esporre l’autorizzato tesserino di guida".

"La Federagit - conclude la nota - riconferma la sua disponibilità a collaborare con l’Amministrazione Comunale anche in merito al miglior utilizzo dei fondi raccolti con la tassa di soggiorno e sollecita l’assessorato ad intervenire correttamente ed efficacemente per contrastare questa piaga che influisce negativamente non solo sulla legalità, ma soprattutto sulla qualità dell’offerta turistica, poiché le guide autorizzate offrono una corretta e documentata divulgazione dei beni culturali della città e praticano onestamente sul piano fiscale la loro attività professionale".

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