Venerdì, 19 Luglio 2024
Economia

La stagione turistica a Bari punta a ripetere il boom dello scorso anno: "Bene i flussi, ma ci vogliono più attività e servizi"

Gli operatori alberghieri e gli addetti ai lavori tracciano un primo quadro: "Tutelare anche i residenti contro l'overtourism"

Visitatori in aumento anche grazie al recente volàno del G7 che ha messo la Puglia in vetrina, ma anche la necessità di implementare i servizi e, allo stesso tempo, di evitare che la città non sia più a misura di residenti a causa di un turismo troppo 'invadente': gli operatori alberghieri e gli addetti ai lavori tracciano un primo quadro della stagione turistica a Bari e nei dintorni iniziata solo poche settimane fa e destinata, a breve, ad entrare nel vivo.

"Ci aspettiamo un buon riscontro - dice a BariToday il presidente di Federalberghi Puglia e vicepresidente nazionale dell'associazione, Francesco Caizzi - ma, come spesso succede i dati sono supportati dal fatto che la Puglia sia una regione che sta andando bene con due aeroporti come Palese e Brindisi che sono dei veri e propri hub". La previsione per quest'estate è di un aumento del 5% delle visite. Un dato positivo ma in parte "sfasato - sostiene Caizzi - perchè anche a livello regionale si stanno monitorando le locazioni extra alberghiere. Si tratta di presenze che precedentemente non venivano prese in considerazione. Va fatta un'analisi per depurare il dato e renderlo leggibile".

Oltre alla spinta del G7 (che si avvertirà di più nei prossimi anni), gli albergatori segnalano alcune congiunture favorevoli che consentiranno di rivivere un'altra stagione di successo, ma non è tutto oro quello che luccica: "Bisognerebbe - rimarca Caizzi - guardare anche l'altra parte della medaglia, ovvero la capacità di organizzare il territorio. Bisogna dare la possibilità ai turisti di fare varie esperienze. Non solo città vecchia ma anche attività balneari. In questi anni è stato fatto molto per l'immagine e poco in questo senso. Poi bisognerebbe anche evitare la presenza dell'overtourism (ovvero quando il turismo diventa eccessivo e invasivo per gli stessi cittadini, ndr). In altre località come Venezia e Firenze lo stanno già vivendo e combattendo. Noi che arriveremo tardi dovremo iniziarlo a evidenziare. Ben vengano i controlli sugli abusivi e ben venga anche un Assessorato al Turismo alla città".

Il dato turistico positivo tiene conto anche del calo degli ultimi tempi da parte di visitatori provenienti da mercati importanti come la Russia, per le note vicende legate alla guerra in Ucraina iniziata nel 2022: " I grandi flussi che venivano dall'Est - dice Rocky Malatesta, esperto di marketing e destinazioni turistiche nonché presidente del Centro Economia e Sviluppo Italo-Russo (Cesvir) - provenienti da Paesi come Russia, Ucraina altri luoghi impantanati nel conflitto,  sono compromessi anche da voli che costano tantissimo, con scali a Istanbul, Helsinki. Possono arrivare a mille euro a tratta e se lo possono permettere in pochi". Rispetto all'ultimo anno, però, vi sono dati in crescendo: "La Puglia- rimarca - è una meta per persone abbienti e russi che possono permetterselo. C'è un piccolo risveglio di questo target medio alto che sta tornando in Puglia a fare una settimana in masserie e nei centri dove possono vivere l'autenticità della nostra regione, il lusso e i prodotti, facendo magari un salto a Bari per la Basilica di San Nicola".

Per il futuro occorre non disperdere quanto di buono fatto sino ad ora, tenendo conto delle criticità: "Bari ha subito in maniera quasi passiva l'arrivo di milioni di turisti che hanno trovato in questa città un clima straordinario, buon cibo e attività. Ora - rimarca Malatesta - bisogna organizzare i prodotti, targhettizzare la promozione, mettere insieme un'offerta qualificata, aumentare i servizi. lavorare suu taxi, trasporti e far sì che ci sia un biglietto unico. Tutto per facilitare la permanenza rispetto a uno standard europeo. Qualsiasi città come Bari ha un'organizzazione dell'accoglienza a cui non può sottrarsi. Il rilancio del progetto di un Portale Unico istituzionale - sostiene ancora Malatesta - può essere un inizio di un programma efficace per lavorare sull'offerta e sull'organizzazione del sistema".

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