Venerdì, 30 Luglio 2021
Economia

Turismo, alberghi e B&B in ripresa a luglio e agosto, ma poi domina l'incertezza. Caizzi: "Non troviamo 6 mila addetti"

Il presidente di Federalberghi lancia l'allarme sulla carenza di personale, mentre Cinzia Capozza, di Aep, mette in guardia sulle strutture illegali: "Siamo l'immagine della Puglia nel mondo ma c'è chi penalizza il nostro lavoro"

Luglio e agosto verso il tutto esaurito. La restante parte della stagione tutta da decifrare. Un quadro in chiaroscuro quello delle strutture alberghiere ed extralberghiere (B&B, agriturismo, affittacamere) della Puglia. A tracciarlo sono il presidente di Federalberghi, Francesco Caizzi, e di Aep, Cinzia Capozza. Gli alberghi registrano un 60-70 per cento di prenotazioni a luglio e un 80 – 90 ad agosto, cifre paragonabili a quelle degli anni scorsi, garantite per lo più da turisti italiani. Un po’ più incerto il quadro delle altre strutture, che per ora vedono solo la metà dei contatti trasformarsi in vere e proprie prenotazioni, e solo nelle settimane centrali di agosto percentuali soddisfacenti. Prima e dopo “il quadro è desolante”.

“Il vero banco di prova sarà settembre – spiega Caizzi – perché se dovessimo fermarci ai dati dei due mesi più caldi sappiamo che la Puglia da quasi 20 anni è meta privilegiata per il mare, in grado di far registrare numeri soddisfacenti anche durante la pandemia, con perdite al massimo del 20 per cento. Ma se allarghiamo lo sguardo nei mesi precedenti e in quelli che saranno i successivi, allora la situazione cambia. In autunno, quando dovrebbero ripartire i congressi e viaggi d’affari, sapremo se davvero il mercato ha ripreso o se è cambiato definitivamente. Con due mesi di attività  il sistema non regge”. L’incertezza, ovviamente, è data dalla variabile dei contagi Covid. Non solo. Anche le rotte aeree ancora ridotte, il cambio di metodologie nell’organizzazione degli stessi congressi, che potrebbero andare nella direzione “degli ibridi”, vale a dire in parte in presenza e in parte in videoconferenza, rappresentano incognite pesanti. I problemi, però, non finiscono qui.

“Contratti a termine di due mesi – spiega ancora Caizzi – che non permettono neanche l’accesso alla Naspi, la stagione partita prima altrove, in Spagna e Grecia, assieme al reddito di cittadinanza, fanno sì che abbiamo una carenza di circa il 30 per cento di personale. Se consideriamo che gli addetti si aggirano attorno ai 20 mila, vuol dire che ne mancano 6 mila”. È leggermente differente il quadro tracciato da Capozzi che, con Aep, rappresenta 250 strutture in Puglia, sei associazioni e l’offerta di 3 mila posti letto e 950 camere. Il calo dei turisti stranieri si aggira attorno al 63 per cento.

“Con la ripartenza del settore dei matrimoni – spiega Capozza -  abbiamo registrato un incremento di prenotazioni, finora ci aggiriamo attorno al 60 per cento. Affrontiamo tanti problemi, dalla concorrenza sleale di strutture abusive, illegali o non in regola, alla partenza ritardata della promozione turistica della Regione, Inoltre c’è da fare i conti col ridotto numero di voli, soprattutto su Brindisi, che serve più di Bari le mete turistiche maggiormente richieste, a partire dalla Valle d’Itria, e con una condotta non attenta da parte della Regione per tutto il settore. Eppure, noi, con le nostre strutture caratteristiche rappresentiamo l’immagine della pugliesità nel mondo, quella autentica, la più ricercata”.

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