Sostenibilità, fiducia e correttezza: così UBI Banca cresce al sud

Presentati i risultati del 2019: sostegno a imprese e famiglie con impieghi che raggiungono i 6 miliardi di euro. L'intervista ad Alberto Pedroli

Raccogliere le energie positive del territorio e convogliarle in iniziative che possano contribuire a uno sviluppo sostenibile e inclusivo. E’ questo in sintesi il progetto di Ubi Banca per il Mezzogiorno così come declinato dal team guidato da Alberto Pedroli responsabile della Macro Area Territoriale Sud.

Sono appena stati presentati i risultati consolidati al 31 dicembre 2019 della banca e quelli ottenuti al Sud mostrano una tenuta dell’istituto nonostante un Pil dell’area negativo.  “Il contesto è imprescindibile ma il lavoro che abbiamo fatto lo scorso anno e che continueremo a fare nel futuro in questi territori deve puntare sostanzialmente su tre fattori: solidità, correttezza e fiducia. Ubi Banca al Sud nel 2019 ha raccolto oltre 8 miliardi di euro, un dato in crescita, segno di fiducia nei nostri confronti, ma le imprese e le famiglie investono timidamente. Noi ci candidiamo per essere partner di tutti i progetti di qualità”.

Crisi ambientale, finanziaria e industriale, come invertire la rotta?

Con tanto lavoro. Esiste la visione, la progettualità e ovviamente la concretezza cioè la messa a terra dei progetti. A livello nazionale Il Pil dovrebbe crescere ma quello che oggi serve è coraggio e determinazione. Noi come banca puntiamo a sostenere tutte quelle imprese che guardano avanti, che vogliono investire in progetti di qualità. Gli strumenti ci sono e sono tanti, solo pochi mesi fa abbiamo concluso un accordo con Cassa depositi e prestiti che ci ha scelto come partner per l’erogazione di una linea di funding particolarmente competitivo destinato alle imprese del Sud.

Siete diventati più selettivi?

Se selettivi vuol dire dare fiducia a imprese che guardano al futuro investendo in progetti belli, qualificati e qualificanti, solidi e duraturi, sì allora lo siamo. Accompagnare al credito per noi significa più proattività, siamo dei veri consulenti aziendali che devono favorire processi di sviluppo, internazionalizzazione e apertura al welfare. Abbiamo formato infatti dei team specialistici in tutti questi settori; una nota particolare per il team di agronomi per la crescita nell’agricoltura. E i numeri ci danno ragione, nelle cinque Regioni in cui operiamo è cioè Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Molise impieghiamo a famiglie e imprese circa 6 miliardi di euro.

Il Sud è un territorio complesso, dal vostro osservatorio quali le leve su cui puntare?

I problemi esistono e sono ben conosciuti: carenze infrastrutturali, disoccupazione giovanile, eccesso di burocrazia. La prima cosa da fare è uscire dalla rassegnazione, far venire allo scoperto e convogliare tutte quelle energie positive di cui questo territorio è ricco e per riuscirci bisogna cambiare anche la narrazione. Non dimentichiamo che il Mezzogiorno è diventato un polo ad alta innovazione digitale, ad esempio Napoli si pone subito dietro Milano e Roma per numero di startup innovative; è un grande hub energetico con il 52% delle energie rinnovabili del Paese e il 62% di estrazione del gas italiano. La Puglia è la prima regione per produzione di GWh prodotti dalla forza del vento e per quella generata dalla luce solare. Un altro punto di forza è quello del food, dal 2012 l’industria alimentare ha prodotto un incremento dei dipendenti del 9%. Per non parlare del turismo, risorsa principale di tutta l’area che deve ancora lavorare sulla fascia internazionale del turismo di qualità.

Oggi non si può parlare di business prescindendo dalla sostenibilità, cosa significa per voi?

Il nostro claim ‘Fare la banca per bene’ non è solo uno slogan. UBI sente la responsabilità di orientare le proprie risorse finanziarie non solo verso un impiego remunerativo - perché i risparmi dei nostri clienti sono preziosi - ma verso un cambiamento che porti per ogni nuovo euro investito il rispetto del pianeta, non discrimini tra i lavoratori, premi il merito, generi ricambio delle risorse, promuova modernità.

Modernità, in cosa si traduce?

Significa ad esempio un nuovo modello di servizio che comporta introdurre nuove tecnologie per semplificare la vita dei clienti ma anche per avere un impatto positivo in termini di sostenibilità economica e ambientale. Nel biennio abbiamo riqualificato 70 filiali e proseguiremo anche nel 2020, segno che vogliamo investire in questo territorio.

Lo scorso anno abbiamo registrato un aumento significativo dell’indice digitale che ha raggiunto l’82% con una crescita di circa 4 punti percentuali. Significa che i clienti apprezzano i cambiamenti e noi siamo loro vicini per aiutarli a compiere questo passaggio, tanto che in filiale abbiamo istituito la figura dell’assistente digitale che ha il compito di accogliere, ascoltare e indirizzare le esigenze del cliente verso la soluzione più veloce. Digital significa paperless

Un progetto che vi sta a cuore per il 2020

Puntiamo in particolare alla collaborazione con quelle realtà che come noi tengono e credono in questo territorio, come ad esempio Fondazione con il Sud, perché solo uniti si può vincere.

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