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Martedì, 18 Giugno 2024
Economia

Una distesa di bare in piazza della Libertà, il flash mob della Uil per la sicurezza: "Inaccettabile morire sul lavoro"

A Bari la tappa pugliese della campagna nazionale 'Zero morti sul lavoro' lanciata dal sindacato: "Le nostre proposte inascoltate, chiediamo al governo un vero tavolo sul tema"

Novantasei bare, allineate una accanto all'altra in piazza della Libertà: tante quanti sono stati, lo scorso anno, i morti sul lavoro registrati in Puglia. Un flash mob dal forte impatto, quello organizzato questa mattina a Bari dalla Uil nell'ambito della tappa pugliese della campagna 'Zero morti sul lavoro', lanciata a livello nazionale dal sindacatoper richiamare l'attenzione sul tema della sicurezza sul lavoro, e invocare misure "concrete e immediate per garantire salute e sicurezza a lavoratrici e lavoratori". Ad aprire la manifestazione barese, un monologo, recitato dall'attore Ettore Bassi: le parole di un figlio rivolte al padre operaio edile, morto sul lavoro.

"E' inaccettabile che in Italia ci siano 1.041 morti all'anno sul lavoro, come é  accaduto l'anno scorso - dice Ivana Veronese, segretaria nazionale Uil - Qui in Puglia ce ne sono stati quasi cento. Abbiamo voluto mettere queste bare affinché ci si renda conto di quante persone parliamo, persone che sono andate al lavoro e poi non sono più rientrate. Vogliamo farlo per smuovere le coscienze di tutti, affinché si apra un vero tavolo con Palazzo Chigi. Questo è un tema prioritario di tutte le nostre politiche sindacali, e vogliamo che lo sia per il Paese. Noi tutti ci dobbiamo impegnare, si devono impegnare quelle aziende, certo non tutte ma molte, che mettono il profitto davanti alla vita delle persone. E' inaccettabile continuare a contare morti sul lavoro". "Noi - prosegue Veronese - abbiamo delle proposte e le abbiamo presentate". A cominciare dalla richiesta di un'adeguata formazione dei lavoratori. "Ci sono lavoratrici e lavoratori che vengomo messi a svolgere mansioni anche pericolose ma non hanno mai fatto formazione. Vogliamo una formazione che sia di qualità e adeguata, pensiamo ad esempio alle persone immigrate che magari non capiscono bene l'italiano". "Ancora - aggiunge Veronese - Chiediamo che anche nel settore privato vengano applicate le stesse norme degli appalti pubblici, siamo stanchi di questi appalti e subappalti in cui ci sono persone che continuano a perdere la vita. Chiediamo una qualificazione delle imprese, ovvero avere delle norme che ci dicano quali sono le imprese che rispettano i contratti naziìnali di lavoro, le norme di salute e sicurezza. Tutto questo ad oggi non c'è e noi siamo inascoltati".

"In Italia - ricorda Gianni Ricci, segretario regionale Uil - oltre tre persone perdono la vita ogni giorno andando a lavorare. Noi diciamo basta, non si può più morire di lavoro, noi chiediamo al governo misure concrete, non basta più il semplice cordoglio. Ora abbiamo la necessità di raggiungere quello che è il nostro obiettivo: zero morti sul lavoro". "A livello nazionale - prosegue Ricci - l'incontro con il governo non ha portato i risultati che ci aspettavamo. Noi chiediamo un intervento maggiore degli ispettori, anche con nuove assunzioni, e la possibilita di istituire una Procura speciale. Questo governo a settembre ha giustamente istituito l'omicidio nautico, qualche anno fa é stato istituito l'omicidio stradale. Spesso quando c'è un incidente, questo non è un incidente, perché quando si manomettono gli strumenti di sicurezza per fare profitto, quello è un omicidio, e allora chiediamo che ci sia anche il reato di omicidio sul lavoro".
 

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