Economia

Uniba, i precari scrivono al Rettore: "Torniamo al lavoro anche senza stipendio"

Da due mesi sono in attesa del rinnovo dei contratti: la Regione ha stanziato i fondi ma, a causa di un complesso iter burocratico, l'Università non ha ancora provveduto ad utilizzarli

Sono disposti a tornare al lavoro anche senza stipendio. I 60 dipendenti tecnico-amministrativi precari dell'Università di Bari sono in attesa del rinnovo del contratto da due mesi, qualcuno anche da più tempo. Dopo una lunga battaglia, a dicembre scorso hanno ottenuto dalla Regione i fondi necessari alla proroga dei contratti per un altro anno, ma ora devono fare i conti con la burocrazia.

Le risorse per permettere ai precari di tornare al lavoro ci sono, ma, a causa di una serie di 'complicazioni' burocratiche, l'Università non è ancora riuscita ad utilizzare quei fondi. Così, in attesa che la situazione si sblocchi, i dipendenti hanno scritto una lettera al Rettore, dicendosi pronti a riprendere l'attività lavorativa anche senza percepire lo stipendio, "pur di ripristinare - scrivono - i servizi agli studenti che appare fortemente rallentato a causa delle sedie lasciate vuote".

"I 699.000 euro sufficienti a garantire i rinnovi fino alla fine del 2014 - spiegano ancora i precari nella lettera - sono inutilizzati in attesa della definizione dell’arzigogolato e farraginoso iter burocratico tra Università e Regione, e con loro rimangono fermi al palo anche i precari, insieme ai relativi 26 progetti già approvati dal Consiglio di Amministrazione del 13 Gennaio scorso, interamente dedicati alla didattica e ai servizi agli studenti come previsto dalla delibera regionale".

I dipendenti, infine, "invocano un intervento del M.R. Uricchio affinché, terminate le suddette formalità burocratiche, possa il Suo autorevole impegno accompagnare e accelerare fino alla positiva conclusione ogni ulteriore passaggio o adempimento che dovesse rendersi ancora necessario".

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