Ansaldo, si apre uno spiraglio: l'azienda disponibile a presentare un nuovo piano industriale

In mattinata il nuovo vertice al Mise. Istituzioni e sindacati spingono per una soluzione che consenta la riconversione del sito, preservando i posti di lavoro. Al tavolo anche il governatore Vendola: "Regione pronta a mettere in campo tutti gli incentivi"

Un nuovo piano industriale da presentare tra dieci giorni al tavolo del Ministero dello Sviluppo economico, uno spiraglio di speranza per i 197 lavoratori dello stabilimento Ansaldo di Gioia del Colle.

Al nuovo tavolo sulla vertenza, questa mattina a Roma, l'azienda per la prima volta ha accettato di esaminare l'ipotesi di una reindustrializzazione del sito, in alternativa alla chiusura annunciata nelle scorse settimane e fissata per il prossimo 6 aprile. "Un primo significativo passo in avanti", lo definiscono sindacati e istituzioni. Anche se occorre comunque essere cauti: per avere notizie più certe sul futuro dei 197 dipendenti bisognerà aspettare il prossimo 26 febbraio, quando l'azienda sottoporrà al tavolo del Mise il proprio piano industriale.

L'obiettivo di sindacati e istituzioni è quello di ottenere un piano di reindustrializzazione dello stabilimento che punti alla sua riqualificazione, preservando allo stesso tempo i posti di lavoro. E' possibile però che l'azienda avanzi l'ipotesi di un ridimensionamento dell'organico, almeno relativamente ad una ventina di unità lavorative prossime alla pensione, per le quali si potrebbe aprire la strada del prepensionamento. E poi bisognerà valutare l'eventuale ricorso ad altri ammortizzatori sociali. Al momento, comunque, tutto è da definire: tra due giorni, sempre al Mise, si terrà un tavolo tecnico, al quale prenderanno parte le Rsu e le delegazioni sindacali provinciali, per cominciare ad affrontare le questioni tecniche legate ad un eventuale progetto di riconversione.

La Regione, intanto, si è già detta pronta a mettere a disposizione tutte le risorse disponibili, a patto che l'azienda presenti un valido piano di conversione. "La Regione Puglia dichiara di mettere in campo subito gli incentivi per giungere allo sottoscrizione di un accordo di programma", ha spiegato il governatore Vendola, presente alla riunione, incontrando i lavoratori in sit-in davanti al Ministero. "Naturalmente, siccome parliamo di prodotti e di macchinari obsoleti - ha aggiunto il presidente della Regione - la reindustrializzazione per noi significa nuovi macchinari, nuovi prodotti, riqualificazione delle maestranze". Un concetto ribadito anche dall'assessore regionale al Lavoro Leo Caroli: "Ritengo – ha sottolineato Caroli – che solo nel caso in cui l’azienda presenti un piano industriale realmente credibile, sarà possibile ricorrere agli ammortizzatori sociali finalizzati alla conservazione dei posti di lavoro, fino alla piena realizzazione del piano di conversione. Per queste ragioni la Regione Puglia, così come ribadito dal presidente Vendola, conferma il suo impegno a valutare nel merito il progetto per l’approdo ai possibili sostegni del piano formativo e degli investimenti privati del Gruppo, finalizzati all’innovazione del processo produttivo e del prodotto finale, perché il futuro sarà anche nella diversificazione della produzione".

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