Mercoledì, 4 Agosto 2021
Economia

Vertenza ex CCR, la Regione chiede aiuto ai Comuni per la ricollocazione

Oggi il vertice della task force regionale alla ricerca di una soluzione per i lavoratori delle ex Case Cure Riunite. Gentile: "Chiederemo aiuto ai Comuni di provenienza per la collocazione in altri enti"

Una vertenza  “anomala e preoccupante dal punto di vista delle prospettive", quella che da circa vent'anni vede i 465 lavoratori delle ex Case di Cura Riunite dipendere esclusivamente dagli assegni sociali in deroga. Una situazione ormai insostenibile per gli "invisibili ex Ccr" - come essi stessi si sono ribattezzati - che oggi  è stata al centro della riunione della Task Force regionale per l'occupazione tenutasi in Fiera.

All'incontro hanno preso parte  - oltre ai componenti della Task force - l’assessore regionale al Welfare, Elena Gentile, l’assessore al Bilancio del Comune di Bari, Giovanni Giannini e una folta delegazione di lavoratori.

LA VERTENZA - Il 'calvario' dei lavoratori delle ex Ccr comincia nei primi anni Novanta, con la crisi del gruppo che faceva capo all’imprenditore Francesco Cavallari, gestore di numerose cliniche private a Bari e in provincia - travolto da un'inchiesta giudiziaria - e con la conseguente messa in mobilità di gran parte del personale non riassorbito dalla Cbh che rilevò parte delle strutture ospedaliere. Nonostante i corsi di riqualificazione, molti sono gli ex amministrativi e ausiliari che ancora dipendono dai sussidi pubblici.

LE PROTESTE -  Stanchi di anni di attese e proteste non mantenute, negli ultimi mesi i lavoratori hanno deciso di 'alzare il tiro' della protesta, per richiamare l'attenzione di cittadini e istituzioni sulla propria situazione. L'ultima azione dimostrativa la scorsa settimana, quando gli ex dipendenti Ccr hanno deciso di occupare per protesta la cattedrale di Bari.

"SITUAZIONE COMPLICATA" - A distanza di tanti anni, cercare una soluzione per i 465 lavoratori ex Ccr diventa ancora più difficile. Perchè nel frattempo altre grosse vertenze si sono affacciate a mettere in crisi l'economia locale -  Teleperformance, OM Carrelli, Adelchi, Miroglio, Filanto, Ilva - mentre, allo stesso tempo, con il taglio disposto dal governo centrale al fondo per gli ammortizzatori sociali, per i lavoratori potrebbe terminare l’erogazione degli assegni, visto anche il dilagare della crisi con le conseguenti richieste di cassa integrazione in deroga, senza un quadro preciso delle risorse per il 2013.

APPELLO AI COMUNI PER LA RICOLLOCAZIONE - “Gli strumenti che abbiamo – ha detto Gentile – sono inadeguati. La situazione che abbiamo davanti è complicata e molto pericolosa: la crisi occupazionale pugliese non si ferma ai soli 465 ex Ccr.  Valuteremo in riunioni successive cosa si potrà fare in collaborazione con i Comuni di provenienza dei lavoratori, anche d’accordo con l’Anci”.
A breve sarà dunque convocato un tavolo tecnico ristretto per la verifica degli elenchi, la residenza dei cassintegrati e la verifica del possibile ricollocamento in enti e aziende.
 

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