I lavoratori della ex Om Carrelli in corteo sul lungomare: slogan e speranze, "vertenza lunga 7 anni. Ora basta"

Il corteo si è concluso davanti alla sede della Presidenza regionale. Lunedì nuovo incontro tra la Regione e i sindacati. Le famiglie degli operai: "Non riusciamo ad arrivare alla fine del mese"

Sotto un sole cocente per manifestare ancora una volta il disagio di una vertenza che dura da 7 anni, aggravata, ad inizio 2018, dalla mancanza degli ammortizzatori sociali, scaduti a fine 2017: decine di lavoratori con tanto di famiglie e bambini, in rappresentanza dei 175 della ex Om Carrelli, hanno manifestato questa mattina per le vie di Bari, chiedendo una soluzione definitiva dopo il naufragare per progetto di Tua Industries per la creazione di un'auto elettrica, ultimo binario morto su cui, per ora, si sono fermate le speranze di una reindustrializzazione del sito di Modugno.

Il corteo partito dalla sede dell'Inps, ha attraversato via Dalmazia transitando davanti alla Rai e alla Corte dei Conti, per poi imboccare il lungomare e terminare di fronte alla Presidenza della Regione Puglia. Canti, slogan, qualche fumogeno e numerosi striscioni, ma soprattutto il rammarico e l'angoscia di non vedere una via d'uscita: "Quando sembra vi sia una soluzione - spiega la moglie di uno degli ex operai - succede sempre qualcosa. Facciamo i salti mortali e cerchiamo di non farlo pesare in famiglia o sul marito che spesso si senza dignità per via di questa condizione. Le istituzioni ci stanno promettendo tanto ma non accade ancora nulla". Bollette e mutui da pagare, spesa e altre uscite da rispettare, tutto più difficile poiché manca anche l'entrata di riserva della Cassa Integrazione: "Siamo stufi - racconta un'altra consorte di un ex dipendente - di dover dire ai nostri figli che non c'è da mangiare, trovateci una soluzione". Le fa eco una bimba, figlia di uno degli operai, che microfono alla mano ha spiegato il suo punto di vista sula crisi: "Non possiamo avere regali, fare le vacanze, non possiamo realizzare i nostri sogni perché i nostri genitori non hanno più un lavoro".

Lunedì nuovo incontro

Sul fronte delle trattative lunedì sarà il giorno dell'ennesimo incontro tra la Regione e i sindacati, per valutare le 4 proposte fino ad ora presentate, tutte di diverso settore industriale, per rilanciare il sito. Oltre alla somma per l'avvio dell'attività servirà erogare, per chi vorrà reindustrializzare e prendersi in carico gli operai, pagare anche 225mila euro per consentire alla curatela fallimentare di mettere in sicurezza i lavoratori e coprire il Tfr per il periodo della Cig. I lavoratori chiamano a gran voce il governatore Michele Emiliano e il capo della task force regionale sul Lavoro, Leo Caroli. Ad incontrarli è quest'ultimo: "Un imprenditore pronto a investire decine di milioni per reindustrializzare il sito, per ora non c'è - spiega Caroli -. Li stiamo comunque incalzando. Da parte nostra c'è il massimo rispetto per la vertenza e per la lotta. La mancanza della Cig è dovuta al fatto che non è stata presentata domanda dalla curatela fallimentare poiché non aveva soldi in cassa e, in quel caso, i lavoratori sarebbero anche rimasti ancora in carico di essa. Stiamo facendo di tutto per cambiare la pagina finale. I progetti industriali presentati riteniamo siano autentici".

I sindacati: "Basta con le promesse"

Dall'altra parte, i sindacati chiedono fatti e non altre promesse: "Lunedì ci aspettiamo delle novità e che siano positive  -ha affermato Gianfranco Michetti, segretario Fim-CIsl Bari -  Non ci illudiamo, sono 7 anni che lottiamo perché gli operai abbiano un lavoro dignitoso. Siamo disposti a farlo ancora per altri 7 anni e non escludiamo nulla, si è parlato anche di sciopero della fame, ci auguriamo non si arrivi ad atti di questo genere", Per Saverio Gramegna, segretario Fiom-Cgil Bari, "la situazione è variata in peggio perchè, senza ammortizzatori, si sta deteriorando dal punto di vista personale e sociale. La vertenza potrebbe andare avanti ma c'è bisogno di qualche sostegno al più presto".

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