Sabato, 31 Luglio 2021
Economia

Natuzzi, le banche non anticipano i fondi: lavoratori senza cassa integrazione

Gli istituti di credito respingono la proposta di anticipare i fondi necessari alla Regione per garantire l'indennità ai dipendenti. La Feneal Uil: "Intervenga subito la Regione"

Le banche dicono no alla proposta della Regione, e i lavoratori Natuzzi rischiano di restare senza cassa integrazione per i prossimi mesi. A lanciare l'allarme è la Feneal Uil di Puglia e di Bari.

Secondo quanto denunciato dal sindacato in una nota, gli istituto di credito hanno rifiutato di anticipare i fondi che sarebbero serviti alla Regione per garantire l'indennità ai dipendenti per i prossimi mesi, in attesa dello sblocco delle risorse da parte dello Stato.

"Come temevamo – spiega Salvatore Bevilacqua, segretario regionale della Feneal Uil – dobbiamo registrare un passo indietro rispetto all’incontro convocato dall’assessore regionale Caroli lo scorso 28 ottobre". Il rifiuto delle banche, prosegue Bevilacqua, "vuol dire un Natale senza soldi, un futuro senza un briciolo di certezza, ma anche un accordo disatteso, visto che la Regione Puglia era scesa in campo direttamente per trovare una soluzione immediata alla vicenda Natuzzi. Così come stanno le cose, invece, dovendo attendere la firma del decreto, i lavoratori dovranno aspettare dagli otto ai dieci mesi per avere i primi soldi”.

Ma questa non sarebbe la sola cattiva notizia sulla vertenza Natuzzi: sarebbe infatti anche stato annullato l’incontro del tavolo tecnico previsto per il 18 novembre. "Lo ha chiesto la stessa Natuzzi - spiega la nota della Feneal Uil - motivandolo col fatto che il 28 novembre prossimo è prevista una riunione del consiglio di amministrazione, nella quale sarà fatto il punto.

"La sensazione è che siamo nuovamente in una situazione di stallo – dice Bevilacqua – anche perché questa storia delle banche riguarda solo la provincia di Bari, mentre in Basilicata sembra che l’accordo del 28 ottobre debba essere onorato. E per estensione il no degli istituti di credito mette nella stessa situazione anche 300 lavoratori dell’impresa Matarrese, che ovviamente fanno parte del settore Costruzioni. Sono segnali poco incoraggianti che non lasciano presagire nulla di buono anche sotto il profilo sociale. Ecco perché riteniamo che la Regione Puglia debba nuovamente intervenire e che debba farlo in tempi brevissimi".

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