Martedì, 3 Agosto 2021
Economia

Vertenza Natuzzi, a Roma il primo incontro dopo l'intesa per il rilancio

La 'cabina di regia', della quale fanno parte azienda, sindacati, Governo ed enti locali si occuperà di "supportare le iniziative imprenditoriali di nuove società", attraverso le quali dovrebbe avvenire la ricollocazione dei lavoratori in esubero

Primo incontro ieri a Roma per la "cabina di regia" che dovrà dare attuazione al piano per il rilancio di Natuzzi, sottoscritto il 10 ottobre scorso. Al tavolo del Ministero dello Sviluppo economico, azienda, sindacati, Confindustria, Governo e rappresentanti delle Regioni Puglia e Basilicata si sono riuniti per dare avvio a quel "percorso condiviso" previsto nell'accordo per ridare competitività al gruppo in Italia "attraverso un piano di investimenti e un rilevante abbattimento dei costi di trasformazione".

In particolare, la cabina di regia dovrà occuparsi di "supportare e agevolare le iniziative imprenditoriali di nuove società esterne al gruppo", interessate a rilevare la linea di produzione rumena che la Natuzzi, in base all'intesa sottoscritta, si è impegnata a riportare in Italia.

ADVISOR ESTERNI PER LA RICOLLOCAZIONE DEI LAVORATORI - Durante la riunione, il gruppo Natuzzi ha annunciato di aver dato incarico ad alcuni advisor esterni di seguire il percorso di costituzione delle nuove società, "a partire dalla ricerca di nuovi imprenditori". Questi consulenti esterni si occuperanno anche di 'mappare' competenze e profili professionali dei dipendenti in esubero, per trovare loro un'adeguata ricollocazione nell'ambito delle nuove iniziative imprenditoriali.

NATUZZI: "PASSO IN AVANTI IMPORTANTE" - Soddisfazione per l'esito dell'iincontro è stata espressa dal patron dell'azienda, Pasquale Natuzzi. Oggi, ha commentato Natuzzi, è stato fatto "un ulteriore passo in avanti nella definizione degli impegni che le parti devono prendere per avviare la reindustrializzazione del Distretto del Mobile. È importante sottolineare - ha aggiunto - che il rilancio del territorio trova il suo presupposto in un ripristino della legalità attraverso un incremento dell'incisività dei controlli per contrastare il fenomeno deleterio del lavoro irregolare e sommerso, come previsto dall'accordo siglato lo scorso 10 ottobre. La competitività non sarà mai garantita, se tutte le aziende del distretto che operano nella legalità, come il Gruppo Natuzzi - ha concluso - dovranno confrontarsi ogni giorno con soggetti che alterano la libera concorrenza ai danni dello Stato, mortificando il valore del made in Italy".

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