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Vertenza Natuzzi, la proposta dell'azienda: "Piano per 100 lavoratori". L'Usb: "Non basta"

Riunione, a Roma, della Cabina di regia al Ministero dello Sviluppo economico: presentato il progetto che coinvolgerebbe un terzo dei dipendenti attualmente in esubero. La contrarietà del sindacato: "Insufficiente"

"Assorbire" 100 lavoratori in esubero su 330 impiegandoli nelle commesse riguardanti innovative imbottiture di divani e poltrone attraverso la riconversione del sito produttivo di Ginosa: è la proposta comunicata dalla Natuzzi nel corso della riunione della Cabina di regia svoltasi ieri a Roma, nella sede del MInistero dello Sviluppo Economico, per discutere della vertenza lavorativa assieme alle Organizzazioni Sindacali e alle Istituzioni. Il gruppo ha proposto la creazione di una NewCo (una nuova azienda) dedicandola all'attività di trasformazione del poliuretano per la realizzazione delle sedute. Il piano prevederebbe i collocamento, a pieno regime, di circa 100 lavoratori nel rinnovato sito produttivo di Ginosa (Taranto): si tratta di un investimento da 3 milioni di euro. La fabbria potrebbe essere riconvertita in 12-18 mesi: "Poiché il progetto non consentirà di riassorbire tutti i collaboratori in esubero, -afferma Natuzzi - l’azienda ha confermato la sua disponibilità a stanziare ulteriori fondi per un nuovo Piano di Incentivazione all’esodo e per il rilancio e potenziamento di Assist, il progetto che prevede incentivi oltre che ai collaboratori Natuzzi in esubero anche alle aziende che li assumeranno. Natuzzi fa appello al senso di responsabilità di tutti i partecipanti alla Cabina di Regia affinché prosegua il percorso virtuoso fatto in questi due anni.  Un cammino comune e condiviso che sta consentendo il ritorno alla competitività delle produzioni italiane, la salvaguardia occupazionale di quasi 2.000 collaboratori e la riduzione del numero degli esuberi da 1.726 a 330.

La proposta trova la posizione critica del sindacato Usb: "La magra figura che i rappresentanti della Natuzzi Spa hanno fatto al Ministero dello Sviluppo Economico - è scritto in una nota - presentandosi con un piano industriale che prevede l’impiego di un centinaio di lavoratori, a fronte dei 335 per cui ha avviato le procedure di licenziamento, dimostra che, in questa vertenza, di concreto ci sono solo i 335 licenziamenti ormai alle porte e i 38 milioni di euro stanziati dalle istituzioni meno di un anno fa verso la stessa azienda (forse non ancora incassati, ma per la lentezza della burocrazia e non certo per volontà politica). Il resto poi sono solo vacue promesse e velleitarie speranze.

"Data la gravità della situazione - si legge ancora - l’Unione Sindacale di Base ribadisce che la misura urgente da adottare per evitare che più di 300 persone finiscano sul lastrico è l’estensione del Contratto di Solidarietà, sottoscritto il 3 marzo 2015 e prorogato il 22 marzo 2016, a tutti i dipendenti Natuzzi Spa. Questo è un atto obbligato e necessario che i soggetti sociali e istituzionali interessati devono compiere per correggere la scelta illegittima che un anno e mezzo fa hanno assunto". Usb si dichiara disposta a trattare ma chiede all'azienda di accantonare il piano presentato".

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