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Il sit-in dei lavoratori Usb in occasione dell'incontro azienda-Regione-sindacati

Il sit-in dei lavoratori Usb in occasione dell'incontro azienda-Regione-sindacati

Natuzzi, prove di dialogo in Regione. Usb: "L'azienda prende solo tempo"

Società e sindacati tornano a sedere al tavolo della task force regionale in cerca di un'intesa sui circa 300 esuberi. L'azienda propone la riassunzione di 215 lavoratori tramite una New.co a Ginosa, insoddisfatta l'Usb: "Licenziamenti non ritirati"

Dopo il muro contro muro delle scorse settimane, azienda e sindacati tornano a sedersi al tavolo delle trattative, grazie all'intervento della Regione. E così sulla vertenza Natuzzi si prova a far ripartire il dialogo, anche se le posizioni restano distanti.

Al tavolo della task force regionale, che si è riunita ieri nella sede dell'assessorato al Lavoro, l'azienda ha presentato il piano industriale relativo alla New.Co. di Ginosa, che nelle intenzioni della società dovrà essere pienamente operativa in 24 mesi e consentire la riassunzione di 215 lavoratori (altri 138 hanno accettato l'esodo incentivato). Un piano, tuttavia, da avviare "previa contestuale concessione della CIGS in deroga da parte della Regione Puglia", che avrebbe già manifestato la sua disponibilità in merito.

Il punto però è che le lettere di licenziamento non sarebbero ritirate, e lavoratori verrebbero nuovamente assunti con le nuove regole del Job’s Act. Una posizione respinta dai sindacati, che invece chiedono la revoca dei licenziamenti, puntando alla continuità anche dell'inquadramento lavorativo.

Nel corso dell'incontro di ieri, l'Usb (che non siede al tavolo delle trattative come Cgil-Cisl-Uil) ha tenuto un sit-in di protesta davanti alla sede dell'assessorato. I suoi rappresentanti sono stati ricevuti al termine dell'incontro (conclusosi con la convocazione di un nuovo tavolo di confronto, tra dieci giorni).

Estremamente critica la posizione dell'Unione sindacale di base: "Non ci potrà essere nessuna "sospensione delle iniziative di lotta" senza il ritiro reale dei licenziamenti - si legge una nota - così come l'USB non accetterà nessuna soluzione che nei fatti rinvia il problema di qualche anno o peggio mese. Le proposte della Natuzzi di creare nuove società, dove transitare parte dei lavoratori licenziati, significa solamente: meno diritti per i lavoratori (assunti a tutele crescenti)  e sgravi e vantaggi economici per il patron Natuzzi. Il tutto condito con aiuti pubblici e senza alcuna garanzia reale di sostenibilità del progetto". "Oggi - ribadisce Usb - è necessario ri-aprire la vertenza con un tavolo “vero” che discuta del futuro di questi lavoratori all’interno della Natuzzi". "L'USB chiederà, inoltre, ai Presidenti della Puglia e della Basilicata, Emiliano e Pittella,  l’apertura di un tavolo interregionale che leghi al reitegro in Natuzzi Spa dei licenziati i forti e cospicui finanziamenti pubblici".

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