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Vertenza Natuzzi, l'Usb: "I lavoratori hanno rifiutato un ricatto, non sono fannulloni"

Il sindacato critica la presa di posizione dell'azienda dopo il no si 183 operai al ricollocamento in un'altra azienda del gruppo: "L'assunzione era subordinata allo stop ai contenziosi"

I 183 ex dipendenti della Natuzzi che qualche giorno fa hanno rigettato la proposta di ricollocazione in un'altra azienda del gruppo Natuzzi, "non hanno rifiutato il lavoro, ma un ricatto: a sostenerlo è il Coordinamento Usb-Lp che segue la vertenza riguardante il gruppo industriale. Il 15 novembre scorso, l'accordo quadro era stato accettato solo da 32 lavoratori dui 215 interessati: "Questo dato  - piega Felice Dileo della Usb - rende ancora più evidente e palese che sussiste un grosso deficit di democrazia sindacale e che le organizzazioni sindacali firmatarie agiscono prive di rappresentatività e senza alcun mandato da parte degli interessati. Motivo per cui le Istituzioni hanno il dovere politico di riaprire la vertenza, confrontandosi con i legittimi rappresentanti dei lavoratori e non con i sindacati scelti dall’azienda". Il Coordinamento, dunque, "respinge e stigmatizza con sdegno la campagna mediatica diffamatoria lanciata contro i 183 licenziati, descrivendo quest’ultimi come fannulloni che preferiscono percepire il sussidio statale anziché lavorare", sottolineando, invece, che "la stessa assunzione era formalmente subordinata alla transazione coatta di ogni contenzioso aperto con Natuzzi Spa".

L'Usb "continuerà a lottare e a rivendicare il reintegro di tutti i licenziati in Natuzzi Spa. Questo è possibile, ed anche giusto e di buon senso, estendendo il Contratto di Solidarietà, attraverso l’innalzamento della riduzione media dell’orario di lavoro prevista negli accordi sottoscritti. Inoltre, il Coordinamento ritiene che un’eventuale modifica dell’Accordo del 15 novembre, finalizzata a rimuovere la clausola capestro contenuta a pagina 2, comma f) sia da valutare positivamente ed incoraggiare. Quindi - conclude la nota - esprime apprezzamento per i rappresentanti istituzionali che si sono attivati per migliorare l’intesa e che riconoscono l’USB, in quanto Organizzazione sindacale legittimata a rappresentare i lavoratori interessati".

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