Mercoledì, 28 Luglio 2021
Economia

OM, ancora tensioni azienda-sindacati. Kion: "Pronti a cedere gratis la fabbrica

Scontro sul futuro dello stabilimento al tavolo convocato ieri dalla Regione. Tregua fino al 30 luglio per cercare nuove soluzioni, poi l'azienda porterà via i carrelli. Magrone: "Il Comune di Modugno disposto a rilevare l'impianto"

L'azienda ribadisce la volontà di portare via i carrelli rimasti in magazzino. I lavoratori restano fermi nell'intenzione di presidiare i cancelli per impedire che ciò avvenga, almeno fino a quando non riceveranno risposte chiare sul loro futuro. E' sempre muro contro muro tra la Kion e i 224 ex dipendenti dello stabilimento modugnese dell'OM. Le rispettive posizioni sono state ribadite ieri nel corso di un incontro convocato dall'assessore regionale al Lavoro Leo Caroli in vista del vertice convocato al Ministero dello Sviluppo economico il 30 luglio.

"TREGUA" FINO AL 30 LUGLIO - E proprio la data del 30 luglio è stata individuata dalla Kion come "deadline" della conclusione della vicenda OM. Il manager della Still/Kion Group. Michele De Vietro, ha infatti chiarito che fino al prossimo vertice romano l'azienda concederà una "tregua", sospendendo i tentativi di smantellamento della fabbrica, ma dopo il 30, qualsiasi siano gli esiti del'incontro al Mise, la Kion provvederà a svuotare i magazzini. Nel frattempo però non è escluso che per lo stabilimento modugnese si apra qualche spiraglio: secondo quanto riferito dall'assessore Caroli, infatti, al Ministero sarebbe giunta una manifestazione di interesse, i cui dettagli verranno illustrati il 30 luglio.

FRAZER NASH E LA CASSA INTEGRAZIONE - Nel corso dell'incontro momenti di tensione tra l'azienda e sindacati hanno riguardato anche la fallita trattativa con la Frazer Nash. I lavoratori, infatti, chiedono di poter conoscere le ragioni che hanno portato al ritiro dell'azienda inglese, ma De Vietro ha chiarito non esiste alcun patto di riservatezza e che i motivi del fallimento non sono a lui noti. Altro punto di frizione la lettera, inviata dall'azienda qualche giorno fa, in cui la Kion informava i dipendenti di non essere disposta ad anticipare le somme della cassa integrazione per il mese di agosto qualora i blocchi ai cancelli fossero andati avanti.

"DISPOSTI A CEDERE A TITOLO GRATUITO" - La Kion ha poi fatto sapere di essere disposta a cedere lo stabilimento di Modugno anche a titolo gratuito: "Se qualcuno vuole l'azienda siamo disposti a darla anche domattina. - ha detto De Vietro - Se la Regione Puglia ci chiede a titolo gratuito lo stabilimento noi domani lo diamo, a dimostrazione che non abbiamo nessuna intenzione di tenerci lo stabilimento e non facciamo giochetti tra chi compra e vende". Una proposta accolta positivamente dall'assessore Caroli: "Questa disponibilità – ha commentato - è un impegno che rappresenta un valore aggiunto nella gestione della vertenza. Lo stabilimento è realmente interessante per gli investitori se possono acquisirlo a costo zero. Ovviamente i macchinari dovranno essere messi a disposizione assieme agli immobili: questo è sancito in un accordo sottoscritto presso il Ministero dello sviluppo economico. Non credo che per l'azienda sia così facile fare un passo indietro rispetto a questo impegno. Se poi chi dovrà venire ad investire sarà tizio o caio penso che non potrà deciderlo il ministero, le istituzioni o l'azienda, ma la bontà del piano industriale che per essere realmente tale dovrà contenere una valida e sostenibile idea industriale ed un altrettanto valido e sostenibile piano finanziario".

MAGRONE: "LA FABBRICA AL COMUNE DI MODUGNO" - La proposta della Kion è stata presa molto seriamente dal sindaco del Comune di Modugno, Nicola Magrone, che a margine dell'incontro ha commentato: "Se il gruppo Kion è disponibile a cedere l'azienda a titolo gratuito, ceda la fabbrica al Comune di Modugno, che favorirebbe subito una cooperazione di lavoratori per far ripartire la produzione e praticare scenari diversi, come già va accadendo altrove, con la buona volontà di tutti e spesso con successo".

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