Economia

Vertenza Om, dopo il blitz il presidio resta. Il Ministero sblocca la cassa integrazione

Gli operai rafforzano la vigilanza ai cancelli dopo il 'blitz' dell'azienda che ieri ha portato via un carico di pezzi di ricambio. Da Roma una notizia positiva: la cassa integrazione sarà erogata direttamente dall'Inps e non anticipata dalla Kion

La protesta va avanti, il presidio degli operai davanti allo stabilimento Om Carrelli di Modugno continua. Anzi, dopo il blitz dell'azienda che ieri è riuscita a far uscire un camion carico di pezzi di ricambio utilizzando un ingresso secondario, gli operai hanno deciso di rafforzare la presenza davanti ai cancelli. Continueranno a fare i turni, giorno e notte, come già fanno da due anni a questa parte, anche durante il mese di agosto, per impedire che la Kion porti via anche i 250 carrelli già assemblati conservati nei magazzini dello stabilimento.

Intanto ieri sera da Roma per gli ex dipendenti è arrivata una notizia positiva: il Ministero ha dato l'ok affinché, a partire da settembre, i soldi della cassa integrazione siano erogati direttamente dall'Inps, e non invece anticipati dalla Kion. L'azienda, infatti, aveva utilizzato l'anticipo della cassa integrazione come un ricatto, minacciando di sospendere i pagamenti qualora gli ex dipendenti non avessero messo fine al presidio. Cosa che gli operai non sembrano affatto intenzionati a fare: "Rimarremo qui - continuano a ripetere - finché non avremo risposte sul futuro di questi 224 posti di lavoro''.

“E’ certamente positiva la notizia che dal Ministero sia arrivata la firma al decreto che consente la cassa integrazione ai lavoratori della Om Carrelli di Bari, ma al tempo stesso non possiamo fare a meno di prendere atto che l’azienda non perde occasione per compiere un altro atto gravissimo di cui dovrebbe vergognarsi”, ha commentato il segretario generale della Uil di Puglia e di Bari, Aldo Pugliese. “Finalmente si esce dal ricatto della cassa integrazione – fa notare Pugliese – ma l’ostruzionismo e la sfacciataggine della multinazionale tedesca rasenta l’incredibile. Siamo di fronte ad una azienda che non solo se la vuole dare a gambe, ma vuole perfino impedire che questo insediamento possa in qualche modo avere un futuro, ponendo bastoni tra le ruote alle possibili soluzioni alternative. Ci sono possibili interessi che potrebbero aprire nuovi scenari, eppure con una viltà senza precedenti, si finge di non vedere e di non sentire. Salvo poi agire nottetempo per cercare di portare via il…malloppo”.

Oggi sulla vicenda Om è tornato anche il sindaco Michele Emliano, che ha indirizzato una lettera al Ministero dello Sviluppo economico chiedendo di poter conoscere i nomi dei potenziali investitori che si sarebbero detti  interessati a rilevare lo stabilimento: "Ho appreso che durante l’ultimo incontro relativo alla vertenza, al quale purtroppo non è stato invitato il Comune di Bari, - si legge nella lettera inviata dal sindaco - sarebbero emerse due manifestazioni di interesse per rilevare il sito produttivo in questione. Le sarei grato se potessi essere informato, tramite i suoi Uffici, sulle evoluzioni della vertenza, anche rendendomi partecipe delle informazioni in merito ai due potenziali investitori”.

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