Mercoledì, 28 Luglio 2021
Economia

Vetrine spente in centro, i commercianti: “Meno tasse o chiudiamo”

Gli esercenti: "Non vogliamo licenziare, ma se non ci aiutano….". Curiosità tra i passanti: "Hanno ragione, ma dai saldi ci aspettavamo di più"

Vetrine spente. Saracinesche pronte per essere abbassate. E’ la seconda parte della manifestazione organizzata da Confcommercio, Confesercenti , Confartigianato e Cna per denunciare il crollo delle vendite e il collasso del sistema commerciale della città.

Dopo la consegna simbolica delle chiavi avvenuta in mattinata, oggi pomeriggio molti esercenti del murattiano hanno deciso di spegnere le luci per porre all’attenzione dell’opinione pubblica il delicato problema dell’indebolimento del settore. I commercianti sono arrabbiati e chiedono che le istituzioni li aiutino per cercare di arginare il delicato momento economico del Paese.

Molti i passanti incuriositi dalla singolare protesta. “In effetti è brutto attraversare strade non illuminate – commenta Lucia Pasquini, casalinga -. I commercianti hanno ragione, ma devono anche capire che è necessario abbassare i prezzi. Da questi saldi mi aspettavo di più”. Benny Campobasso, presidente di Confesercenti non è però d’accordo: “La gente non può pensare che noi si regali la merce, i saldi sono pressoché spalmati su tutto l’anno e più di così non possiamo scendere, soprattutto se si vuole mantenere un margine di qualità”.
Pasquale De Napoli, responsabile di un noto negozio di via Sparano, lamenta la forte contrazione delle vendite: “Il crollo è verticale, quasi il 30-35% in meno d’incasso, per noi è davvero una situazione drammatica”. “Quello che chiediamo è meno burocrazia e meno prelievo fiscale – continua De Napoli -. Io do lavoro a circa 40 persone e non voglio trovarmi nelle condizioni di licenziare perché so cosa possa significare oggi in una famiglia perdere uno stipendio. Speriamo che qualcuno ci ascolti”.

In via Manzoni, l’anno scorso, si sono registrate numerose cessazioni di esercizio. “Il passeggio è molto diminuito -  ci spiega un barista della zona - . La gente preferisce andare verso via Sparano,  su questa strada la gente non s’incontra più e per noi è un disastro”.  Confesercenti intanto continua a raccogliere le firme per chiedere il referendum abrogativo sul decreto Salva Italia. In particolare, gli esercenti chiederanno  la cancellazione di quella norma che permette la liberalizzazione delle aperture domenicali. “Lo stiamo facendo da mesi – conclude Campobasso -. Siamo convinti che su questo tema la competenza debba rimanere nelle mani delle Regioni che meglio possono comprendere le esigenze di tutti gli operatori nei rispettivi territori”.

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