Martedì, 15 Giugno 2021
Economia

Vincenzo Di Pace (Cisl Bari):"Clima incandescente nel territorio barese: per 1 attivita’ che apre 2 chiudono"

"La zona industriale sta diventando un isola deserta. Occorrono investimenti strategici"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

"L'attuale scenario economico nazionale e locale ha raggiunto un grado di criticità e di fallimenti tale, che può essere risolto solo con un cambiamento strutturale attraverso un Governo dell'economia basato su un radicale rinnovamento della politica economica.

Occorre non perdere più tempo e mettere bene a fuoco gli obiettivi fondamentali per governare le trasformazioni strutturali in atto dell'economia.

Quindi è necessario individuare le questioni fondamentali per la ripresa economica ed occupazionale e avviare un confronto che possa dar vita a nuove linee d'azione e individuare strumenti attraverso cui tutti i cittadini, si impegnino a partecipare attivamente in un processo di costruzione di nuove soluzioni.

E' necessario creare condizioni istituzionali ed economiche favorevoli ai lavoratori ed alle imprese per l'espansione della base produttiva ed occupazionale del territorio. Il lavoro crea ricchezza e benessere, produce la crescita sociale e migliora complessivamente la qualità della vita". L'appello è del segretario generale Cisl Bari Enzo Di Pace - che spiega : "il clima è diventato incandescente. In Puglia come nel barese gli indicatori economici sono inquietanti in quanto i dati macro-economici sono decisamente superiori rispetto alla media nazionale. Nel 2013, per le diverse forme di cassa integrazione, l'Inps ha autorizzato in favore delle aziende della Puglia 57,2 milioni di ore a fronte dei 62,7 del 2012, decremento di ore essenzialmente dovuto alle cassa in deroga il cui utilizzo diventa sempre più complicato.

Molte imprese hanno già chiuso i battenti e tante altre sono sull'orlo del baratro. In particolare, nella provincia di Bari, per ogni nuova attività che si è aperta altre due hanno chiuso per sempre: dal 2009 al 2013 hanno cessato l'attività quasi 2.400 aziende del manifatturiero, in particolare della produzione di mobili, della fabbricazione di legno, dell'edilizia e del tessile.

Tante piccole e medie aziende di settori vitali per la nostra economia regionale sono ormai alla canna del gas, barcamenandosi tra debiti e lo spettro della cessazione definitiva dell'attività. La stessa zona industriale di Bari, fino a qualche tempo fa fiore all'occhiello del tessuto economico e occupazionale della provincia e della regione, rischia di trasformarsi in terra di nessuno incapace di attrarre investimenti sia nazionali che internazionali.

Per rilanciare l'occupazione è necessario tornare immediatamente ad investire in ambiti strategici per la nostra economia a partire dalle infrastrutture, per tornare ad essere competitivi sui mercati non solo nazionali, ma anche esteri, oltre che attrattivi per investimenti cospicui occorrono risorse da investire e in grado di conferire solidità a quelle esistenti. Inoltre,come abbiamo più volte detto le banche devono riprendere a svolgere la loro funzione cioè erogare credito soprattutto in favore delle piccole-medie imprese"

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