'L'eroe dei due mondi', omaggio a Gottschalk nel Conservatorio di Monopoli

Esiste un legame tra Chopin e le musiche degli schiavi africani a New Orleans? Quale filo lega il ragtime e il tango, le danzas cubane e la musica afroperuviana? E, inoltre, com’è possibile che nel XIX secolo i tamburi della santería si siano uniti a un’orchestra sinfonica? Tutte queste domande trovano risposta in un solo nome: Louis Moreau Gottschalk (1829-1869), non solo uno trai più grandi pianisti romantici ma soprattutto il più importante compositore statunitense del XIX secolo, che l’AgìmusFestival di Mola di Bari, diretto da Piero Rotolo nella Rete di musica d’arte Orfeo Futuro, celebra nel 150esimo anniversario della scomparsa, sabato 7 agosto (ore 20.45, ingresso gratuito), in trasferta, nel chiostro del Conservatorio Nino Rota di Monopoli, con la conversazione musicale “L’eroe dei due mondi”, alla quale daranno vita il pianista Domenico Di Leo, in grado di affrontare Gottschalk sia sul piano virtuosistico che idiomatico, e il narratore Stefano Zenni, tra i massimi esperti di tradizione musicale afro-americana (info 368.568412).

Nato a New Orleans, figlio di un ebreo inglese di discendenza germanica e di una madre creola francese con parentele aristocratiche, Gottschalk venne mandato a Parigi per sviluppare il talento che avevo mostrato come pianista prodigio. Cominciò a comporre pezzi pianistici basati su reminescenze della musica creola e dei neri ascoltata a New Orleans, al pari di quanto Chopin aveva fatto con le mazurke polacche e Listz con la czardas ungheresi. Divenne concertista giramondo e di grande successo. E si impose come il primo moderno promotore della fusione tra musica classica europea e musiche popolari afroamericane.

Nel suo vasto e spettacolare repertorio, in cui non mancano felici esplorazioni del folklore spagnolo, spiccano capolavori in cui ritmi bantu, canti antillesi e danze cubane, che si fondono con le atmosfere dei compositori e pianisti dai quali venne lodato, i sopracitati Liszt e Chopin. E, come certifica Wilfrid Mellers nell’indispensabile volume sulla storia della musica americana, “Musica nel Nuovo Mondo”, i pezzi più interessanti di Gottschalk sono proprio quelli che “incorporano elementi negroidi con elementi latino-americani”: pezzi attraversati da una musica elettrizzante e di eccezionale originalità, che gettano ponti tra culture lontane e anticipano la fioritura dei generi afroamericani del XX secolo, dal son al tango, dal ragtime allo choro, la struttura portante della musica tradizionale del Brasile, dove Gottschalk morì, in una albergo di Tijuca, a Rio de Janiero, dopo aver lungo viaggiato in tutto il Sudamerica.

In caso di condizioni meteo avverse il concerto si terrà nel Salone del Conservatorio “Nino Rota”.

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