Time Zones torna nell'Auditorium Vallisa di Bari per il live di Antoni O' Breskey e Davide Viterbo

Venerdì 11 novembre Time Zones torna nell'Auditorium Vallisa di Bari (ore 21.00, ingresso 10 euro) per il live di Antoni O' Breskey & Davide Viterbo dal suggestivo titolo "The nomadic Piano Journey". Ad aprire la serata ci sarà invece il live di Aïsha Devi, sperimentatrice elettronica che incrocia originalità nepalese e innovazione digitale all'interno di composizioni ricche di sospensioni e iridescenze.
La performance di O' Breskey e Viterbo non sarà però solo un concerto, ma un viaggio, una sfida e una contraddizione. Un percorso attraverso sonorità che intrecciano la tradizione classica occidentale con pulsioni ritmiche jazzistiche/minimaliste e con atmosfere che rimandano a mondi e culture dimenticate. Una sfida per trascendere il concerto e raggiungere la ritualità. Antoni O’ Breskey – anticipatore della world music e capace in oltre quaranta album di riunire tradizioni e musicisti di tutto il mondo – torna a Bari per presentare il suo "Nomadic Piano Journey" in uno straordinario incontro con il magico violoncello di Davide Viterbo. Quest'ultimo è stato fondatore del gruppo Nura, autore insieme a Renè Aubry del progetto Distant City, ed è compositore eclettico e coautore insieme a O' Breskey del noto brano “The Whale’s Lament in Waterville”.
Le musiche di Antoni O’ Breskey e Davide Viterbo sono ispirate alle tradizioni del mondo, alcune delle quali tratte da colonne sonore create per i 13 documentari prodotti da Rai2 "Il Linguaggio dei Luoghi" di Folco Quilici, per il "Riccardo III" di Shakespeare nell'allestimento di Giorgio Albertazzi, per il  progetto sulla Sicilia ed il Nord Africa  "Le Antiche Sponde del Futuro", per il film Irlandese “The Nock” del regista Dennis Mc Ardle.

Antonio O’ Breskey è compositore, pianista, scrittore ed esperto in pedagogia musicale. Le sue basi sono Jazzistiche e classiche, a 16 anni fonda l' Associazione Firenze Jazz e in seguito si diploma in pianoforte al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze. Nella sua avventura musicale ha unito, anticipando i tempi, le più svariate tradizioni musicali del mondo e usato per la prima volta il pianoforte (in forma creativa ed improvvisativa) nel flamenco e nella musica irlandese creando un nuovo approccio al jazz e alla musica classica e un suo personale e nuovo stile pianistico. Anche con la tromba ha ricercato nuove sonorità e linguaggi unendo lo spirito del blues con quello dello Seann nòs ( antico canto gaelico ). Ha inciso più di 40 album raccolti nella collana Nomadic Piano avendo come ospiti innumerevoli musicisti, tra i massimi rappresentanti delle varie culture musicali del mondo. Le sue composizioni minimaliste e classiche per cello e oboe e i suoi lavori di World Music sono diventate note colonne sonore per il cinema, il teatro e la televisione, tra le piú note la serie televisiva di documentari dal titolo Il Linguaggio dei luoghi di Folco Quilici, le musiche per il Riccardo III di Shakespeare nell'allestimento di Giorgio Albertazzi e la fiaba musicale The woman of the sea, creata, diretta, interpretata ed eseguita da Antoni O’ e la sua ensemble di attori e musicisti, e prodotta dal Teatro Comunale di Firenze, con la supervisione del regista Franco Piavoli e la collaborazione di Ermanno Olmi e Mario Monicelli. Una nuova versione chiamata “La sirena d’Irlanda” prodotta insieme al regista Michel Poletti continua a girare l’Europa ottenendo straordinari successi. Svolge fin dagli anni 70’ una grande attività pedagogica di animazione teatrale/ musicale e lezioni concerto: a Pistoia fondando il centro Pistoia ragazzi, a Zurigo alla Casa D'Italia, nelle Università e scuole di musica in Irlanda, nel Paese Basco e a San Paolo di Brasile. Ha scritto quattro libri: Ecologia: salviamo anche la musica!, Semiminime, ed Heyoka, il giullare dell’anima e l’ultimo, il cd-libro When Bach was an Irishman and Mozart a gipsy boy, tradotto in inglese e lingua basca (ed.Pamiela, Pamplona). La sua musica è usata molto nel campo terapeutico ed è stata definita dalla rivista World Music Magazine di Barcelona "una carezza che ci fa sentire umani almeno per qualche istante". Nel 2007 la Radio Televisione di Lugano ha dedicato due trasmissioni live/concert per celebrare il suo lavoro non solo in quanto compositore e concertista ma anche pedagogo e operatore sociale e culturale con il suo lavoro per l'integrazione degli immigrati iberici e italiani in Svizzera. Nel 2005, 2007 e 2012 alla National Concert Hall di Dublino si sono svolti tre concerti celebrativi del lavoro di Antoni O' Breskey per il suo apporto dato alla cultura e alla musica irlandese e per l'unione delle culture del mondo con la partecipazione tra gli altri dei Dubliners. A Firenze nel 2010 è stata creata la prima edizione del Nomadic Piano Festival interamente dedicato al suo lavoro con la partecipazione tra gli altri del gruppo cileno Inti Illimani. Attualmente si esibisce il concerti di piano solo, in duo o trio con sua figlia Consuelo Nera (voce, violino, bodhran) e Davide Viterbo (violoncello) oppure con la Nomadic Piano Ensemble, una formazione variabile tra i cinque e quindici elementi.

Il suono innovativo del violoncello di Davide Viterbo è frutto della sua grande sensibilità ed instancabile ricerca come compositore e musicista. Ha lavorato in tour e inciso molti album con Antoni O' Breskey, Renè Aubry, Radiodervish, Nura, Gabin Dabirè e Nancy Elisabeth. Si è esibito recentemente al Times Zones International Festival con il suo progetto Distant City e sta portando le sue composizioni musicali in importanti festival di arte contemporanea, quali Intramoenia Extrart e Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto.

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